venerdì 30 novembre 2012

La giungla della sanità pubblica per un malato

Auguratevi di non ammalarvi mai! E non solo perché stare male, in modo serio e grave poi, vi pregiudica la serenità di una vita normale ma perché allora dovrete iniziare a combattere contro il famigerato Sistema Sanitario Nazionale!! Ed è una lotta che perderete in partenza nella maggior parte delle volte! Niente di nuovo scaturisce dalle mie parole, le carenze e le disfunzioni del sistema sono ben note a tutti quanti ormai.
Io ho iniziato questa lotta impari a luglio 2011, quando mi presentai all'Ospedale di Formia per fare, d'urgenza, un'ecografia mammaria (avevo appena scoperto il nodulo al seno). Allo sportello l'incolpevole impiegato mi comunica che la prima data utile per quel tipo di esame diagnostico è... gennaio 2012!! A quel punto gli faccio notare che sulla ricetta il medico ha scritto e sottolineato "urgente" e che io ho un nodulo sospetto che non può attendere 6 mesi per essere controllato. Inutile dirvi che da allora ho capito che sarebbe stato del tutto inutile perseverare nel tenativo di prenotare esami diagnostici tramite il SSN. A tutt'oggi, nonostante abbia ottenuto l'esenzione 048 (per chi non lo sapesse, l'esenzione dei pazienti oncologici), non riesco mai a prenotare nulla nel basso Lazio. Tutti gli esami prenotati finora e fatti attraverso il SSN li ho effettuati in Lombardia.
All'ospedale di Formia non sono riuscita a prenotare, nell'ordine: un'ecografia mammaria, un'ecografia all'addome, una moc... Stamattina sono andata a sentire se era possibile prenotare un'ecografia mammaria per maggio 2013 e niente... Mi rispondono di continuo che le liste sono chiuse/bloccate e che nemmeno nei canali preferenziali per lo 048 c'è posto. Lunedì sentirò cosa mi rispondono alla Columbus di Roma, dopo di che dovrò rivolgermi per l'ennesima volta ad una struttura privata non convenzionata e pagare di tasca mia (nonostante l'esenzione che mi spetta di diritto!).
Ci è già capitato tantissime volte di dover sborsare dei soldi per esami diagnostici che per me avrebbero dovuto essere totalmente gratuiti! Non oso immaginare cosa ne sarebbe stato di me se la mia famiglia non avesse potuto permettersi le ingenti somme che la mia malattia ha richiesto e ancora richiede. Se quel luglio 2011 io non avessi avuto la possibilità di rivolgermi immediatamente ad una struttura privata non convenzionata e avessi atteso gennaio 2012, con un carcinoma mammario maligno all'interno del mio corpo che si stava accrescendo, penso che ora non sarei qui a raccontarvi la mia storia. E' una vergogna, una schifosissima vergogna!!

mercoledì 28 novembre 2012

L'interpretazione dei sogni

Da quando ho iniziato a sottopormi alle sedute di psicoterapia, ho ricominciato ad interessarmi all'attività onirica (ne avevo già parlato qui). Proprio per questo rinnovato interesse, ho deciso di acquistare il libro "L'interpretazione dei sogni" di Sigmund Freud. Premetto che ho acquistato questo testo consapevole del fatto che, molto probabilmente, nel frattempo lo studio sui sogni sarà andato avanti, si sarà evoluto e magari le teorie freudiane saranno anche state superate da altre... Non so assolutamente nulla sull'evoluzione degli studi in ambito onirico, parlo da ignorante in materia. Con la voglia però di colmare al più presto anche quest'altra lacuna.
Ho preso il testo di Freud perché credo sia il miglior punto di partenza, la fonte da cui attingere per future letture e approfondimenti. Ho optato per il suo manuale poiché non ho fatto ricerche quando ho deciso di recuperare testi in materia, non conosco gli psicoterapeuti più noti, le teorie... Ho letto soltanto un libro di Jung, apprezzandolo parecchio tra l'altro.
Al momento ho letto circa la metà de "L'interpretazione dei sogni" di Freud. E da questa metà sono riuscita a ricavare la chiave di lettura del sogno terribile che avevo fatto lo scorso agosto e che ho descritto minuziosamente in questo post. Freud afferma che: "Il sogno è la soddisfazione di un desiderio" (riportando numerosi esempi pratici) e il sogno che io ho fatto lo scorso agosto palesava il mio desiderio interiore di star male affinché A. tornasse da me. Io desideravo star male perché lui venisse da me! E' così, inconsciamente e a tratti anche consciamente (ora posso ammetterlo a mente lucida), io desideravo proprio questo! Io volevo ammalarmi di nuovo, fino a morire, perché lui potesse tornare da me anche solo per un momento... Ho la pelle d'oca a pensare questo adesso... Il sogno non era una rappresentazione dell'angoscia che io stavo patendo in quel periodo, il sogno rendeva manifesto il mio desiderio di riammalarmi e di essere prossima alla morte perché colui che amavo potesse riavvicinarsi a me.

martedì 27 novembre 2012

Portiamoci avanti con il lavoro

Il 22 novembre scorso ho fatto i primi controlli semestrali (come raccontavo qui) e oggi pomeriggio... Ho già prenotato i prossimi controlli a cui dovrò sottopormi, a maggio 2013! Purtroppo, se ci si vuole avvalere del servizio sanitario nazionale, occorre muoversi con un certo anticipo e per quella data io dovrò effettuare: risonanza magnetica, ecografie di tutti i tipi e due visite specialistiche.
Quando ho compilato il form di prenotazione sul sito dell'IEO, ho specificato che desideravo essere messa in lista in date prossime al 19 maggio, perché quel giorno a Milano dovrebbe esserci l'Avon Running  a cui io parteciperò! All'Istituto sono stati così bravi da pianificarmi ogni cosa in modo perfetto, sono dei maghi in questo!
E io proseguo con gli allenamenti nel frattempo ^^

Muoviamoci!

Ormai convivo con i dolori alle ossa. Penso che sarà così finché i rimedi adottati per arrestare l'osteopenia non inizieranno a migliorare la situazione. Per fortuna il movimento fisico e lo sport aiutano ad arginare il fastidio. Stamattina, ad esempio, mi sono svegliata con un dolore lancinante alla schiena, zona lombare. Avvertivo così tanto bruciore stando sdraiata sul letto che mi sono dovuta alzare. Cinque minuti prima, alle 7:30, ci avevano pensato i muratori venuti a ristrutturare il piano superiore a darmi il buongiorno e a farmi da sveglia con trapano e martello!!
Non so se il bruciore alla schiena fosse dovuto alla corsa di ieri mattina, l'attività fisica che più la sollecita e che forse dovrei effettuare in modo più blando... Ad ogni modo, mi sono alzata, mi sono preparata e me ne sono andata a fare una lunga camminata a passo svelto, 4 km in 35 minuti. E ha funzionato perché adesso il fastidio si è attenuato e non lo avverto quasi più.
La morale della storia è questa: mi devo muovere. Dobbiamo muoverci!!

sabato 24 novembre 2012

Nuovo libro-guida: Siddharta

A 29 anni ho colmato una lacuna letteraria. E son stata ben felice di aver scelto il momento giusto per colmarla. Se avessi letto questo libro quando ero un'adolescente o anche solo qualche anno fa, non l'avrei assaporato, non l'avrei compreso, non ne avrei gioito, non avrei potuto comprendere pienamente il suo messaggio. "Siddharta" è la parabola della vita di ognuno di noi e attraverso di lui ho ripercorso la mia vita passata, trovando spunti interessanti e preziosi per affrontare la vita futura. "Siddharta" è stato il veicolo attraverso cui illuminare una verità che dovrebbe essere ben chiara dentro ciacuno di noi: che la vita è fatta di tappe obbligate.. che il dolore, che la disperazione, che toccare il fondo sono esperienze che possono aiutarci a ritrovare noi stessi e a vivere meglio. Che nella vita, per poter fare i conti con il resto del mondo, deve esserci prima di tutto ben chiaro il rapporto con il nostro Io.
"Siddharta" è stato uno dei doni più belli che mi sia giunto negli ultimi tempi e lo aggiungo, di diritto, nella lista dei miei libri-guida.

Prima volta senza parrucca

Sono partita per Milano senza indossare la parrucca. Per la prima volta mi sono sentita sicura di me stessa, non ho avvertito il disagio, e allora ho deciso di non metterla. L'ho tenuta in valigia, perché averla lì mi faceva sentire più tranquilla ma poi durante i 3 giorni che sono rimasta lontana da casa non l'ho mai tirata fuori.
Mi era già capitato di uscire senza parrucca, le persone che mi conoscono meglio avevano già avuto modo di riaccogliere i miei capelli naturali. Ma li sfoggiavo assai di rado. Al momento faccio gran fatica per dar loro una piega e una forma, sto aspettando che crescano ancora un po' per poi andare dal parrucchiere. Ad ogni modo ho deciso che tenterò di non mettere più quel caschetto castano dorato cui ormai mi ero abituata. E' paradossale pensare che all'inizio ero disperata all'idea di perdere i capelli mentre ora ho fatto grande fatica per abbandonare la parrucca!
Nei 3 giorni che sono stata a Milano sono riuscita nell'intento. Mai avvertita la necessità di ricorrere al mio stratagemma. Devo aggiungere anche che tutte le persone che mi hanno vista sono state molto carine nel dirmi che con i miei capelli naturali, ancora abbastanza corti, sto molto bene. Questo loro atteggiamento positivo si è rivelato un aiuto rilevante.

venerdì 23 novembre 2012

I primi controlli semestrali

Sono appena tornata a casa da Milano. Primi controlli semestrali post chemioterapia, prima ecografia al seno dopo diversi mesi.
Questa volta Milano mi ha accolta freddamente. Era umida, nebbiosa. Il cielo grigio, il vapore gelido che ti entra nelle ossa. In due anni che la nostra relazione va avanti, non l'avevo mai incontrata in queste condizioni. Aveva indossato anche lei una maschera sul suo volto? E ora l'ha lasciata cadere? Ad ogni modo, nonostante i suoi sforzi per non farsi più amare da me, io continuo a desiderarla e a volerla frequentare. E' un legame indissolubile dal significato ancestrale, che non ha spiegazioni plausibili, che si sente e non si descrive a parole.
Per fortuna ci sono stati gli amici a scaldare la mia permanenza ^^
I controlli semestrali all'IEO sono andati bene, l'ecografia al seno è andata altrettanto bene. Mentre il medico la effettuava, il mio cuore batteva impazzito e ansioso. Lui se n'è accorto ed è stato tanto meraviglioso e umano da far di tutto per smorzare le mie palpitazioni, non stando mai in silenzio, parlando ad ogni azione che compiva su di me, a volte facendomi domande per obbligarmi a pensare ad altro.
La visita con l'oncologa è stata occasione per fare un quadro a 360 gradi sulla mia situazione, per riepilogare tutto ciò che è accaduto dall'ultimo incontro avvenuto lo scorso maggio. Le ho parlato dei dolori che ogni tanto avverto alle ossa, ha suggerito di fare una risonanza nel caso dovessero persistere. Al termine della visita mi ha stilato un piano di battaglia da mettere in atto fra 6 mesi: per quella data, infatti, si cumuleranno i controlli semestrali e quelli annuali e... Sintetizzando: mi rivolteranno come un calzino dalla testa ai piedi *_*
Durante questo viaggio ho fatto grandi acquisti in libreria. All'andata, alla Stazione Termini di Roma, ho comprato "L'interpretazione dei sogni" di Sigmund Freud (coerente con l'attività che sto svolgendo con la psicologa). Al ritorno (stamattina) alla Feltrinelli in Stazione Centrale a Milano, alle ore 9:00 mi son presentata davanti alla cassiera per pagare "Critica della ragion pratica" di Kant e "Il mondo come volontà e rappresentazione" di Schopenhauer. La cassiera m'ha guardato e ha esclamato: "Ah, filosofia!". Una che si presenta alle 9 di mattina con due testi del genere non deve avere tutte le rotelle a posto, avrà pensato ah ah ah!!!

martedì 20 novembre 2012

Indecisione

Ieri riflettevo sulla possibilità di interrompere le sedute di psicoterapia. Credo di poter affermare, con una certa dose di sicurezza, che non ne ho più necessità. Ho ritrovato il mio equilibrio, inizio le giornate sorridendo e le concludo nel medesimo modo, sono tranquilla e serena e soprattutto, sono consapevole di essere davvero tranquilla e serena, non lo affermo per imporre una falsa verità a me stessa. Non mi inganno e non mi racconto bugie quando mi dico: "Sono finalmente felice!".
Ieri ero quasi giunta alla decisione finale: stamattina avrei incontrato la psicologa per l'ultima volta e mi sarei congedata da lei comunicandole l'interruzione dei nostri incontri quindicinali.
La chiacchierata è stata come al solito piacevole. Le ho raccontato gli ultimi svilluppi, delle porte chiuse e di quelle che si sono aperte, di vecchie amicizie che hanno assunto nuovo significato fino a trasformarsi in qualcosa di inatteso e meraviglioso. La dottoressa ha accolto con gioia queste novità positive nella mia vita, ho percepito la sincerità della sua reazione al mio racconto. Ho confessato anche a lei di provare una felicità immensa soprattutto perché ora ho accanto a me una persona che mi regala ciò che io ho sempre desiderato e me lo dona senza che io abbia mai avuto modo di chiederglielo esplicitamente. Le medesime cose le ho chieste esplicitamente, ed invano, ad un'altra persona, per lunghi mesi, senza mai essere neppure ascoltata.
Mi premeva andare all'incontro di stamattina anche perché volevo raccontare alla psicologa un paio di sogni che avevo fatto in queste due settimane. Volevo conoscere il suo parere e capire cos'altro si sarebbe potuto ricavare dall'interpretazione di quelle immagini. Mi ha dato una spiegazione tecnica, non ci sarei mai potuta arrivare. La spiegazione cui ero arrivata io era molto semplicistica, nonostante ultimamente abbia letto diversi testi di Jung.
Quando poi è giunto il momento di salutarci, lei mi ha chiesto se per il prossimo appuntamento mi andava bene il 4 dicembre, il giorno del mio onomastico. Non so perché ma le ho risposto di sì e non le ho più comunicato la mia intenzione di interrompere le sedute di psicoterapia. Magari la saluterò la prossima volta, chissà...

lunedì 19 novembre 2012

Respiro

Sei quel troppo
che a tratti spaventa

ma non conosco più paura
e allora scelgo di viverti

ti vivo intensamente
finché posso, finché è concesso

voglio respirarti
e attraverso il mio respiro
lasciarti entrare dentro di me
affinché tu possa restarvi
fino al mio ultimo soffio di vita

domenica 18 novembre 2012

30 anni

Non ho mai festeggiato i miei compleanni, neppure quando ho compiuto i fatidici 18 anni. Non me n'è mai importato nulla. L'8 gennaio prossimo, però, quando giungerò al traguardo dei 30 anni, vorrei festeggiare per la prima volta. Voglio festeggiare perché un anno e mezzo fa non credevo neppure di poterci arrivare a quel traguardo e perché quest'anno ho trascorso il giorno del mio 29simo compleanno a letto, nauseata dal terzo ciclo di chemio effettuato tre giorni prima.
Non voglio organizzare una festa vera e propria, mi piacerebbe passare una bella serata con le persone a me più care, per ridere e scherzare tutti insieme. Ci penserò su...

sabato 17 novembre 2012

Controlli semestrali

Il 22 novembre avrò i primi controlli semestrali da quando ho terminato le terapie. Ho già fatto diversi esami, ho raccolto tutti i referti e li porterò alla mia oncologa, all'IEO di Milano. Porterò con me le analisi e l'ecografia fatte a Bologna - senza necessità dunque di doverle ripetere -, porterò la moc (che l'oncologa ha già avuto modo di esaminare tra l'altro), le analisi del sangue. Il 22 all'IEO mi sottoporanno alla prima ecografia al seno dopo la mastectomia. Sono un po' in ansia per questo. E non perché temo che possano trovare chissà cosa ma perché ormai io ho una vera e propria fobia dell'ecografia. Ce l'ho da quando quel 20 luglio 2011 il medico che me la fece per primo, appena esaminata la zona ammalata, mi disse, guardando il monitor su cui era proiettata la brutta bestia: "Questo non mi piace per niente"... Ho la fobia dell'ecografia da quel preciso istante, da quell'esatto momento in cui la mia vita cambiò per sempre.
So già che restare stesa sul lettino del radiologo e attendere che lui finisca, sarà un attimo che durerà un'eternità per me. So già che guarderò attentamente lo schermo del macchinario e, pur non capendo nulla di ciò che scorgerò, il cuore smetterà di battermi ogni qual volta mi parrà di intravedere una macchia nera per me sospetta. Per assurdo riesco a sopportare tac, risonanza magnetica, scintigrafia... Ma l'ecografia no, non la sopporto!!

venerdì 16 novembre 2012

Sono felice!

Sto vivendo un momento molto felice della mia vita. E' arrivato all'improvviso, inaspettatamente. E me lo sto godendo tutto, perché da due anni non mi sentivo più in questo modo e non ero più abituata alla gioia e alla serenità d'animo. Ho anche pensato di mollare le sedute di psicoterapia, credo di essere riuscita a ritrovare il punto di equilibrio che tanto cercavo.La felicità era accanto a me, stava solo aspettando il momento giusto in cui saltar fuori e palesarsi. E' stata sempre vicino a me ma io non ero in grado di scorgerla fino a qualche giorno fa.
Ho pensato, ho riflettuto... Mi sono posta mille domande, mi sono interrogata... E alla fine ho deciso che quella felicità mi era stata donata e dovevo farla mia nel modo più assoluto.
Sono cosciente del fatto che la malattia potrebbe tornare in ogni istante, sono altresì cosciente del fatto che persone come me hanno aspettative di vita di circa 5 anni (se buttiamo l'occhio alle statistiche e alle casistiche)... Ma non mi ossessiono a pensar questo, e proprio per tale ragione, ho deciso di arraffare ogni istante di felicità che mi si presenterà.
Tanto io non ho rimpianti né rimorsi.
E da oggi vivrò sfruttando tutte le occasioni positive che giungeranno a me.

mercoledì 14 novembre 2012

Compagne di terapia e volontariato

Qualche giorno fa mi ha telefonato una signora che ho conosciuto ai tempi in cui frequentavo il Policlinico Gemelli per le sedute di chemioterapia. Siamo rimaste in contatto perché diventate amiche, ci intrattenivamo con delle piacevolissime chiacchierate mentre aspettavamo che si concludessero le meno piacevoli 2/3 ore che ci impiegano le flebo per svuotarsi dentro il nostro corpo. Nonostante la più giovane tra le due fossi io, era lei che chiedeva i consigli più disparati a me, perché io ero quella senza paura e super informata che leggeva di tutto su internet.
Per me era una soddisfazione poter rispondere alle sue domande (e a quelle delle altre signore presenti) e la soddisfazione maggiore era spegnere le loro ansie e preoccupazioni. "Ho la tachicardia. E' normale?", "Il Neulasta mi provoca dei dolori terribili alle ossa. Può essere?", "Ho formicolio alle punte delle dita e dolori ai piedi. Mi preoccupo?".. E così via... Io conoscevo le risposte, mi ero edotta principalmente sul sito dell'Airc, conoscevo qualsiasi effetto collaterale dovuto alla chemioterapia e le possibili soluzioni da adottare per mitigarli.
Sono rimasta in contatto anche con le mie compagne di stanza conosciute al Policlinico Gemelli durante il primo intervento e all'IEO durante la terza operazione. All'IEO ero in stanza con una signora barese, accompagnata da tre suoi parenti. Persone meravigliose, che hanno allietato la mia permanenza in quel luogo e che ricordo con grande affetto. Nei prossimi giorni la chiamerò per sapere come sta.
Comunque il punto è questo. Quando la settimana scorsa sono stata in ospedale per fare le analisi del sangue, nella sala d'attesa ho letto un manifesto che mi ha illuminata. Sul manifesto c'erano le indicazioni per iscriversi ad un corso per diventare volontario all'interno della struttura ospedaliera. Un impegno di 2 ore a settimana, per assistere i malati degenti. E' una cosa che amerei fare, credo che nessuno più di me sarebbe adatto per una missione del genere. Io non ho bisogno di sapere come ci si comporta davanti ad una persona che è malata e soffre, una persona del genere non dovrebbe perdere tempo a spiegarmi le sue pene. Io le conosco già tutte e le ho imparate sulla mia pelle. E so di cosa ha bisogno un malato che si trova nella camera di un ospedale. Purtroppo i termini per quest'anno sono già scaduti ma l'anno prossimo frequenterò il corso. Sento di doverlo fare.

martedì 13 novembre 2012

Si continua a correre!

Dopo aver ritirato il referto della moc il mio umore era pessimo (qui il post). Sapere che le mie ossa si stanno indebolendo, a causa della menopausa indotta, mi ha fatto temere di dover interrompere la corsa. Ansiosa di conoscere il mio destino di runner, ho inviato il referto alla dottoressa, via email. Lei mi ha risposto quasi subito e lo ha fatto scrivendo le parole migliori che potessi augurarmi: devo assolutamente proseguire con l'attività fisica perché questa aiuta a stimolare la deposizione della matrice ossea!! La mia carriera di runner, ancora ai suoi albori, non sarà stroncata quasi sul nascere!
Mi ha poi consigliato di integrare la mia dieta con alimenti ricchi di calcio (grana e parmigiano le fonti migliori) e prescritto delle gocce di vitamina D.
Inutile dire che dopo aver letto l'email della dottoressa mi sono preparata e sono uscita per allenarmi :-)

domenica 11 novembre 2012

Inquietudine, abbandono

Mare inquieto
dentro e dietro di noi

Spiaggia assediata
da rifiuti abbandonati

Inquietudine dell'abbandono
Inquietudine del naufragio

Ansia di spazzare le macerie
Ansia di salpare ancora 


Barbara Vellucci, 11/11/2012

Le ossa cedono

Da qualche giorno avvertivo dei fastidi alle ossa. Per questo motivo ho affrettato i tempi e ho effettuato la m.o.c., lombare e femorale.
Risultato?
Osteopenia. Patologia che in caso di aggravamento sfocia in osteoporosi. Normale, del tutto normale a causa della menopausa indotta in cui sono ormai da un anno. La demineralizzazione delle ossa è di grado medio a livello lombare, di grado più marcato a livello del femore. Dato che pratico running, non ce l'ho fatta ad aspettare fino alla visita del prossimo 22 novembre e così ho inoltrato il referto alla dottoressa via email. Ora attendo risposta. La mia paura è che mi vietino la corsa, perché in questo momento le mie ossa sono più fragili e non possono sopportare sollecitazioni così pesanti. Per me sarebbe un colpo terribile, la corsa è la mia migliore terapia e ho un obiettivo da raggiungere entro maggio 2013. Incrocio le dita! E le incrocio anche perché solo chi ha avuto a che fare con un tumore mammario sa quanto si trema quando dopo un po' si hanno dolori alle ossa...

sabato 10 novembre 2012

Luce

Luce.
Insperata
Inattesa
Calda
Avvolgente
Agognata
Luce.
Ancora una volta,
quando sconfitta temevo
di non vederla mai più.

Barbara Vellucci, 10/11/2012

mercoledì 7 novembre 2012

I miei viaggi fotografici

Ieri ho concretizzato il primo dei 4 itinerari turistico-fotografici che ho personalmente creato per esplorare tutta la città di Roma. Ho percorso a piedi tutto il tragitto che potete vedere nella cartina in basso (tranne un breve tratto attraversato in bus al ritorno), ho fatto tantissime foto, ho vissuto la città, come piace a me. Sono tornata in zone della capitale che non bazzicavo da almeno 6 anni: Largo Argentina, Piazza Del Gesù, Madonna Dei Monti... Ho visto zone a me sconosciute... Ho visitato le mostre di Renato Guttuso al Vittoriano (non perdetela, è a dir poco favolosa!) e dei pittori olandesi del '600 al Quirinale (Johannes Vermeer, Jan Van Der Heyden, Pieter De Hooch, Fran Van Mieris..)
Sto anche programmando un viaggio di circa 10 giorni che farò ad aprile dell'anno prossimo, nel Nord Italia (Milano, Bergamo, Mantova, Torino). Ho scaricato le cartine di Bergamo e Mantova e le studierò per creare i migliori percorsi da fare. Ho tanti mesi a disposizione per costruire qualcosa di davvero bello e unico. Per ora ho in programma di partire da sola, anche se nelle varie tappe incontrerò tanti amici.

Foto di Roma









E' dura per chi ci sta accanto

Stamattina sono andata in un centro medico per fare la moc lombare e femorale. Non l'avevo mai fatta prima. Esame tranquillo ma noioso, dura circa mezz'ora.
Mentre ero nella sala d'attesa, una signora anziana mi ha chiesto come mai dovessi fare questo tipo di esame, essendo io così giovane. E valle a spiegare il motivo... Così ci siamo messe a chiacchierare e mi ha raccontato l'esperienza di sua figlia, che a 21 anni (20 anni prima) dovette operarsi a causa di un tumore. Per fortuna per lei tutto si risolse per il meglio, anche l'istologico fu negativo. Ciò che mi ha colpito è che guardandomi, sapendo quello che ho passato e sto passando, deve aver rivisto l'immagine della figlia e rivissuto quei giorni di sofferenza. Perché i suoi occhi si sono inumiditi e più di una volta ha dovuto asciugarli. Nonostante sua figlia se la sia cavata solo con un grosso spavento e nonostante siano trascorsi più di 20 anni.
E sono sempre più convinta del fatto che il ruolo di chi sta accanto a persone come noi sia cento volte più pesante da sopportare. Chi vive la malattia indirettamente soffre di più, molto spesso non sa come comportarsi o sfogarsi. Io penso a tutte le volte in cui sono stata operata, alle lunghe ore di attesa dei miei genitori. Per me è stata "una passeggiata", mi addormentavo e quando mi risvegliavo mi sentivo come se avessi dormito per un minuto. Ma per chi stava in sala d'attesa, si trattata di 6/8 ore interminabili e di angoscia... Per me sarebbe stato ben peggiore ritrovarmi dall'altra parte della barricata.

lunedì 5 novembre 2012

I paradossi della vita

Stamattina ho ricevuto via email i risultati delle analisi che avevo fatto a Bologna lo scorso settembre. Si trattava di valori inerenti essenzialmente ad ormoni. Per fortuna è tutto a posto, nei referti non si segnalano anomalie e questo è positivo.
Il paradosso che non ho potuto fare a meno di non notare è stato questo. Due anni fa andai dalla ginecologa perché avevo alcuni valori ormonali sballati. Questi, oltre a crearmi dei fastidi, avrebbero potuto essere d'intralcio e rendere più difficoltose future gravidanze. La dottoressa mi diede una cura da fare, al controllo successivo i parametri stavano rientrando nella norma. Purtroppo ho dovuto interrompere la cura nel momento in cui ho scoperto di avere il nodulo al seno e credevo che i valori ormonali tornassero ad impazzire.
Stamattina sono stata smentita in toto. Tutti e tre i valori che mi davano noie ora sono perfettamente nella norma! E il paradosso sta in ciò: ora che sono normali e che potrei tentare di avere un bambino con meno ostacoli... Non posso averlo e probabilmente non potrò averlo mai. La vita è proprio spiritiosa... o bastarda... A seconda dei punti di vista...

I Tumori Familiari ed Ereditari della Mammella e/o Ovaio e i test genetici

Torniamo a fare un po' di informazione. Se aprite il file che vi ho linkato in basso, potrete accedere a tutta una serie di notizie in merito alle mutazioni genetiche che predispongono ad alcuni tipi di tumore, alla prevenzione da attuare, al test genetico, ai geni BRCA1 e BRCA2... Leggete e diffondete!


APRI IL FILE PDF


domenica 4 novembre 2012

Un frammento di ricordo dei momenti bui

Mi è appena tornato alla mente... Un flash che mi ha attraversato il ricordo...
Nei giorni peggiori della mia malattia... Quelli in cui i farmaci chemioterapici si stavano accumulando pesantemente dentro di me... Quelli in cui mi guardavo allo specchio e non mi riconoscevo, e rabbrividivo per l'immagine che mi veniva restituita... In quei giorni in cui spesso stavo a letto perché stanca e sfiaccata...
Ricordo che in quei giorni mio padre mi mandava sovente dei messaggi sul cellulare, quando era fuori per lavoro. Lui aveva ripreso a viaggiare da poco, dopo essersi quasi ripreso dall'investimento subìto mentre era in bici. In quei messaggi mi scriveva che sarei tornata più forte e più bella di prima, che saremo tornati insieme meglio di come eravamo un tempo.
Ho raccolto questo piccolo frammento luminoso, scorto in un oceano d'oscurità, e sorrido perché sono riuscita a ritrovarlo.

Coincidenze, casualità e sincronismi

Ormai sono andata in fissa per le coincidenze, le casualità (saranno poi davvero casuali?) e per i sincronismi. Da quando ho letto il libro di Hopcke "Nulla succede per caso" poi, avendo avuto modo di constatare che tutte le fasi fondamentali del mio passato sono state segnate dai sincronismi e dagli "incidenti casuali", ho fatto di questi concetti la mia filosofia base di vita. E voglio che lo siano anche per il mio futuro. Ho capito che gli eventi cruciali della nostra vita, le svolte, le decisioni... ci vengono a cercare e non siamo noi a trovarli. Per me è stato così almeno.
Stamattina si sono verificati due sincronismi. Qualche giorno fa ho vinto un buono al centro commerciale e ho deciso di spenderlo in libreria. Il primo libro che ha attirato la mia attenzione è stato "L'onda perfetta" di Sergio Bambarén. Me lo avevano consigliato qualche tempo fa ma l'avevo dimenticato e non ricordavo la trama. Quando ho preso il libro, ho guardato sul retro di copertina... Mi sono illuminata! "John Williams è uno strano naufrago nel mare della vita. Ha tutto, ma non ha più niente, nemmeno il sorriso di un tempo. Finché non conosce Simon, un uomo misterioso, che assapora la vita istante per istante e gli insegna a prendere il largo e a rincorrere con rinnovato slancio <l'onda perfetta>, dove cielo e mare s'incontrano, finalmente pacificati. Perché l'autentica felicità ci sta sempre accanto, ma chiede a ciascuno di noi di saperla cogliere. Un libro che ci spinge a soppesare le scelte piccole e grandi di ogni giorno, parlando al cuore con l'unico linguaggio che esso comprende: quello dell'amore". L'ho acquistato senza pensarci troppo su, è perfettamente in linea e coerente con gli ultimi sviluppi della mia vita ^^
Altro sincronismo. Scelto il libro (o è stato il libro a scegliere me?) mi dirigo verso la cassa. Il mio sguardo viene catturato da alcuni segnalibri riposti in una confezione sul bancone. Sulla parte frontale di ognuno di essi è raffigurato il particolare di un quadro di un grande autore. Il primo segnalibro raffigura un particolare de "L'abbraccio" di Klimt. E Klimt a più riprese torna nella mia vita, con brevi apparizioni, con incontri inaspettati (lo avevo raccontato anche QUI), con ricordi malinconici e felici. Inutile dire che ho acquistato anche il segnalibro, doveva essere mio!!

venerdì 2 novembre 2012

Cosa mi hai lasciato di positivo

Durante la terza seduta di psicoterapia abbiamo affrontato l'argomento più doloroso che avevo riposto nel mio bagaglio: le ferite lasciate dal rapporto con A.
Fino a quel momento non avevo mai accennato a lui ma sapevo benissimo, in cuor mio, che se avevo deciso di rivolgermi ad una psicologa, era anche e soprattutto per tentare di affrontare meglio una situazione che mi aveva provocato sofferenze ingestibili. Sofferenze ingestibili che sono andate ad accumularsi ad altre ancor più ingestibili.
Aver sognato A. è stato un segno: era giunto il momento di aprire lo scrigno e svelare l'anello mancante, la parola-chiave per accedere al mio dolore più intimo e più vero. Era giunto il momento di far cadere il velo e mettere le carte in tavola: eccola qui la verità, eccola qui la chiave di lettura per interpretare il mio dolore, il mio malessere, il senso di vuoto che ogni tanto mi coglie. E quella chiave di lettura è fornita da A., dalla sua mancanza - che spesso mi assale senza preavviso, una mancanza contro cui sto armando un esercito per combatterla e sconfiggerla -, dal dolore di averlo perso, dall'angoscia di sentirlo, per la prima volta, distante non solo a causa dei chilometri che ci separano, ma distante con il cuore, dalla rabbia di averlo visto andare via ora che sono più serena e potrei offrirgli dei lati di me che lui un tempo diceva di amare.
Il sogno che ha dato il via alle danze è piuttosto semplice e banale: siamo a casa di A., io e lui, e parliamo - non ricordo neppure su cosa verte la nostra conversazione. Cronologicamente non è stato il primo sogno che ho ricordato e annotato ma è da questo che io voglio partire per intavolare la discussione. E' di A. che io voglio e ho necessità di parlare. E così avviene. Introduco il tema "A." raccontando quei pochissimi fotogrammi onirici che ricordo e so già che raccontare quelle scarse immagini apparentemente insignificanti non è altro che un pretesto per parlare di A. Vado a ruota libera su di lui, le riporto una breve sintesi di ciò che noi fummo e non siamo più. Le faccio sapere che lui ha lasciato ferite indelebili dentro di me, che è stata la persona che avrei voluto vicino più di tutte nei mie momenti peggiori. Lui è stato per molto tempo il mio porto sicuro.
Ammetto che il mio timore iniziale nel dover affrontare l'argomento derivava soprattutto dall'aver prefigurato, nella mia mente, tutta una serie di giudizi negativi che la psicologa avrebbe potuto rivolgermi sulla faccenda. Sta di fatto che mi sono sentita chiedere, dire e consigliare cose che non avevo assolutamente preso in considerazione.
La domanda fondamentale è stata: "Cosa ti ha lasciato lui di bello e positivo?".
Avevo già avuto modo di ricordare e di riflettere sulle cose belle ereditate da A. Però mi ero limitata ai classici "bei momenti" che ogni coppia vive. Non mi ero mai spinta oltre, a riflettere su ciò che di bello e positivo lui aveva lasciato a me stessa come persona.
A. è stato momento di crescita interiore, di miglioramento, di presa di coscienza su chi sono e cosa voglio. A. mi ha permesso di fare nuove esperienze, di maturare, di farmi apprendere aspetti della vita fino ad allora a me sconosciuti. A. mi ha fatto provare nuovi desideri, mi ha permesso di vivere il vero amore. Una volta un'amica mi scrisse che dovevo sentirmi fortunata per aver vissuto un amore del genere perché non tutti riescono a viverlo nel corso della loro vita. Sì, quell'amica mi disse una sacrosanta e profonda verità. Sono stata molto fortunata a vivere un amore di tale intensità, così assoluto e perfetto nella sua imperfezione. E anche se ormai il mio cuore si è quasi rassegnato, in un angolo illuminato di sé non smette di sperare che quell'amore possa tornare.