domenica 30 dicembre 2012

Mi vogliono far viaggiare a tutti i costi

Come già anticipato, inizierò il 2013 viaggiando (qui il racconto). Per quel che mi riguarda, credo che il prossimo anno, ormai alle porte, sarà caratterizzato ancor più dalle partenze e dagli arrivi. Ho già programmato e prenotato treni e alberghi per alcuni viaggi che dovrò fare e due mattine fa... partecipando ad un gioco a premi sul sito della Vodafone.. Ho vinto un coupon Alitalia!
Ovvio, quale altro premio sarebbe stato adatto a me?!?
Dovendo acquistare i biglietti in regalo entro febbraio 2013 e potendoli utilizzare entro giugno dello stesso anno, ho pensato che l'unica occasione per poter sfruttare il buono potesse essere il viaggio programmato per maggio. Dovrò andare a Milano per l'Avon Running e per i controlli semestrali. Non ho ancora acquistato i biglietti per il frecciarossa (non conoscendo la data della running), non ho mai viaggiato in aereo prima e... allora sarebbe l'occasione perfetta! Diciamo che per me sarebbe cento volte più comodo raggiungere Milano in treno ma dato che i biglietti aerei sono gratuiti... Non voglio farmi scappare la possibilità di fare la mia prima esperienza di volo. Cavolo, non posso essere ignorante su come ci si muove in aeroporto, su cosa si fa prima di salire a bordo, su cosa si prova a volare... No, no!! Aver vinto i biglietti è un segno che devo fare questa esperienza, assolutamente!
Un tempo avrei avuto paura di volare, ora che niente mi fa più paura non vedo l'ora di buttarmi nell'avventura :-)

Buon 2013 a tutti voi!!

giovedì 27 dicembre 2012

La scrittura come terapia

Adesso che la tempesta è superata, che la quiete è tornata nella mia vita e che mi godo la serenità che da tempo ricercavo, ho realizzato che la mia terapia migliore è stata la scrittura.Scrivendo ho dato sfogo alle mie angosce, ho esternato il male che mi attanagliava dentro, ho gettato fuori ciò che non poteva rimanermi nell'animo. Scrivendo, su questo blog o su pezzi di carta che mi capitavano a caso, ho ricostruito me stessa e ho ricomposto il puzzle. Mi sono analizzata, mi sono scoperta e riscoperta, ho ritrovato me stessa e mi sono migliorata. Ho fatto autoanalisi e autoterapia. Ho lavorato molto e duramente sulla persona che forse conoscevo meno di tutte: me stessa.
Scrivere mi ha dato una mano a recuperare i pezzi e a fare ordine nel cuore e nel cervello, a ristabilire un equilibrio che si era pericolosamente alterato e sbilanciato. La scrittura mi ha donato nuovamente il piacere del racconto, mi ha regalato per la prima volta il dono della condivisione e mi ha permesso di stabilire una serie di contatti che mi hanno portato a far trasformare la mia autoterapia in una terapia collettiva, di gruppo. Aiutandoci a vicenda: io che scrivevo, voi che leggevate, voi che scrivevate a me, io che vi leggevo. Un ciclo ininterrotto di esperienze che si sono accumulate, mescolate, meravigliosamente incastonate, fino a diventare una cura miracolosa. E tutto questo avviene ancora oggi!
Non so se la scrittura possa ritenersi una terapia universale, adatta a tutti. Però posso affermare che per me è stata la madre di tutte le cure, come so per certo che lo è stata per molti altri. La scrittura e la lettura mi hanno letteralmente trascinato via dalla pazzia. Mi hanno salvato la vita. Leggere libri, scrivere il blog e rileggere i mie post... sono stati e sono esercizi quotidiani che mi hanno permesso e mi permettono di essere ciò che sono oggi. Andare a recuperare i diari che scrivevo da adolescente, rileggere ciò che avevo annotato su quelle centinaia di pagine, riportare alla mia mente episodi e pensieri che avevo rimosso nel tempo.. si sono rivelati anch'essi ottime mosse strategiche per completare nel migliore dei modi il lavoro di autorecupero.
Molto prima degli sfoghi a parole con chi mi stava accanto, molto prima delle sedute di psicoterapia, molto prima della voglia di fuggire dal posto in cui vivo... E' stata la scrittura ad aiutarmi, la prima a tendermi una mano per tirarmi su dal baratro in cui penzolavo.

mercoledì 26 dicembre 2012

Un seno nuovo

Mi sento sempre più a mio agio con questo seno nuovo. Mi dà ancora qualche piccolo fastidio, lo avverto ancora come una "finzione" ma non c'è paragone tra la sensazione che avverto adesso e quella che avvertivo prima, quando non avevo niente sotto o quando avevo i durissimi espansori.
Ieri ho capito anche che devo rimanere qualche altro giorno a riposo. E in effetti la dottoressa me l'aveva imposto. Ma dato che io sono testarda e tosta, sono andata a provare la bicicletta che mi sono comprata, una mountain bike. Inutile dirvi che non sono riuscita a star piegata sul manubrio a lungo, avvertivo una specie di fitta in mezzo al petto e restavo praticamente senza fiato. Ho smesso quasi subito, non volevo compromettere nulla e far danni seri. Attualmente non riesco a stare in quella posizione perché devo caricare tutta la forza e il peso sul petto, cosa che mi è impossibile.
Poco male, conosco i miei tempi di recupero fisico. Avrò tempo per pedalare in strada, nel frattempo mi concentrerò sulla cyclette, dato che su quella posso pedalare senza star piegata con il busto in avanti. Ieri pomeriggio, ad esempio, ho festeggiato il mio natale con un allenamento di circa 20 km ^^
Spero anche che alla prossima visita mi sarà dato il via libera per riprendere la corsa, è ciò che mi manca di più al momento e ho una gara da preparare..

martedì 25 dicembre 2012

I miei auguri di Natale

Oggi è Natale. Io non ci tengo alle tradizioni, non amo fare a comando quello che quasi tutti gli altri fanno. Non mi abbuffo, non compro necessariamente regali, non sento la festa religiosa perché sono atea. Però so come ci si sente quando tutto il mondo festeggia, si riunisce, scarta i regali.. E tu non puoi farlo perché non stai bene.
Il mio pensiero e miei auguri, non di buon Natale, ma per la vita e per la serenità, sono indirizzati a tutti i malati, a tutti coloro che soffrono, che si sentono soli e Dio solo sa quanto le festività come il Natale accrescano il senso di solitudine e malessere in chi non sta bene.
L'anno scorso ho passato il natale con quasi tutta la mia famiglia riunita. Avevo un po' di nausea, ero debilitata dalla chemio, non assaporavo i cibi... Ma avevo l'affetto e il calore delle persone che mi amano. Questo contava, non che fosse Natale. Quest'anno non ci siamo riuniti ma stiamo tutti bene, possiamo vederci ogni volta che ne abbiamo voglia, siamo sereni. Ed è questo che conta.
In questo senso qui: Buon Natale!

giovedì 20 dicembre 2012

Prima visita di controllo dopo l'operazione n. 4

19/12/2012, ore 21:50, Milano

Stamattina mi han levato via il drenaggio. Una liberazione! Ci si abitua così tanto ad averlo, che credi sia ancora attaccato al tuo corpo anche dopo che ti è stato rimosso. Al ritorno dall'IEO, in metropolitana, stavo attenta che nessuno si potesse impigliare alla sacca che conteneva i miei due drenaggi... Sacca che non c'era più ovviamente, come non c'erano più i due drenaggi ^^
Anche la visita di controllo è andata bene. Unica "cattiva" notizia: il prossimo controllo è stato fissato il 2 gennaio prossimo. Ciò significa che il primo gennaio lo passerò in viaggio per raggiungere Milano. Vabbè, poco male... Non mi è mai importato molto delle feste comandate. Anzi, quasi non mi dispiace di andar via e di cominciare l'anno viaggiando. Amo viaggiare e partire il primo gennaio potrebbe essere di buon auspicio per un 2013 all'insegna di tanti viaggi e di tanti luoghi da fotografare.
Una considerazione sul lavoro di chirurgia plastica ricostruttiva che stanno facendo su di me: il risultato è andato oltre la più rosea delle mie aspettative. Ora che al posto degli espansori ci sono le protesi, il mio seno sembra assai più naturale e mi ci sento a mio agio. Quando il lavoro sarà portato a termine, sarò ancora più soddisfatta, ne sono certa. E mi sento di dover ringraziare per essere nata adesso che una ricostruzione del genere è possibile e lo è a livelli di altissima perfezione. Tanti anni fa chi subiva una mastectomia restava mutilata per il resto della vita, con profonde e dolorose ripercussioni psicologiche, sociali e relazionali. Avevo già parlato di quanto possa essere sconvolgente, per una donna, perdere il seno; ringraziamo che oggi si ponga più attenzione anche all'aspetto estetico della questione. L'aspetto estetico, in questo caso, è fondamentale per l'aspetto psicologico e relazionale.
E' vero, ogni tanto ho la tentazione di mettermi a pensare che sotto la pelle non c'è più il mio seno, che il naturale ha fatto posto all'artificiale, che è tutta una finzione, una messa in scena che è stata allestita per illudermi. Ogni tanto questo pensiero va a graffiare la mia mente. Ma meglio la finzione del nulla, questo è sicuro.

P.S.: ho detto alla dottoressa B. che "splendida" esperienza sia stata togliere quel mega cerotto che mi aveva fasciata dopo l'operazione (qui il racconto del mio calvario)...


Foto della Milano by night in versione natalizia




lunedì 17 dicembre 2012

Partenza per la visita di controllo

E' già trascorsa una settimana dall'intervento per sostituire gli espansori con le protesi defintive (qui il racconto) e domani partirò nuovamente alla volta di Milano. Mercoledì mattina ho la visita di controllo all'IEO e finalmente mi toglieranno gli odiatissimi drenaggi!! In realtà avevo ipotizzato che potessero darmi il via libera molto prima per toglierli, che non dovessi attendere le visite di mercoledì. E invece niente, nonostante quantitativi minimi di drenaggio, la dottoressa mi ha confermato che saranno rimossi il 19. Eh vabbè, ho viaggiato con tre drenaggi, ce la farò a viaggiare anche con due. Ho affrontato e superato scogli più alti e taglienti, non ho timore di nulla.
Nel frattempo ho proseguito con le medicazioni fai da te. Oggi mi sono decisa a mettere cerotti più piccoli, che coprissero appena le ferite chirurgiche. A forza di tirar via cerotti, infatti, la mia pelle sta urlando di dolore ed è tutta arrossata. Povera, che pena mi fa! Quanto è stata maltrattata ultimamente!
Comunque in occasione di questo mio viaggetto pre-natalizio a Milano, come al solito coniugherò l'utile al dilettevole. In questi giorni ne approfitterò per fare un giro in centro e per negozi. Amo la Milano addobbata e impregnata dello spirito natalizio. La amo sempre, in questo periodo la amo anche di più. E nel frattempo metto la macchina fotografica in valigia...

giovedì 13 dicembre 2012

Cicatrici

Il corpo deve essere scavato dalle cicatrici
perché si possa dire che ha vissuto.
L'anima deve essere massacrata dalle ferite
se un giorno vuole aspirare a gioire.
La mente deve essere cosparsa di ostacoli
per insegnarci a schivarli.
Gli occhi devono essere abbagliati dall'orrore
perché possano poi abituarsi alla calma.
Il cuore deve essere estirpato dal petto
perché non batta invano, scalfito.

Farsi le medicazioni

Ormai sono abituata a farmi le medicazioni da sola. Se non si è facilmente impressionabili, è un gioco da ragazzi. Ieri ho tolto la fasciatura e stamattina ho mandato il report dei drenaggi alla dottoressa e lei mi ha detto che i cerotti avrei dovuto toglierli tutti quanti, anche quelli sulle cicatrici dell'intervento e sui drenaggi, disinfettarli e cambiarli. E così poco fa ho concluso il lavoro. Con la solita pazienza, mi son messa lì a tirar via gli ultimi quattro cerotti rimasti, a disinfettare le ferite e a coprirle nuovamente. Per fortuna io non mi ritrovo nel gruppo dei "facilmente impressionabili" però ammetto che vedere dei tubicini conficcati nel proprio corpo non è il massimo dello spettacolo.
Ciò che mi ha fatto ancora male è stato vedere, per l'ennesima volta, che il mio corpo è stato martoriato. Lo so che a breve la situazione migliorerà, ma ho provato pietà per lui e per tutte le traversie che sta sopportando. L'immagine riflessa allo specchio mi ha intristito, troppe volte si è ripetuta la scena negli ultimi tempi. Non voglio abituarmi ad essa.

Escalation di nervosismo

Il giorno prima hai subìto un intervento chirurgico

Il giorno dopo parti e alla stazione di cambio il tuo treno ha un guasto, dopo che sei scesa da un altro treno e hai già alle spalle 3 ore di viaggio

Sali su un altro treno e lì succede un macello con i numeri delle carrozze, che nel frattempo sono cambiati

Mentre sei seduta sul treno ti bussano dal finestrino e una ragazza ti chiede di spostarti al posto di un'altra persona

A tutto questo si aggiunge il fastidio causato dai drenaggi, ti stai innervosendo, tua madre non ha voglia di trascinarsi tutti i bagagli altrove

Mentre sei nervosissima a causa di tutte le cose accadute in precedenza, tua zia ti chiama e ti dice che appena arrivata a casa devi fare il compito d'inglese a tuo cugino

....

A questo punto scatta il vaffanculo a tutti... E scusate!!!

mercoledì 12 dicembre 2012

Mezz'ora di dolorosissima tortura

Oggi era il gran giorno: avrei dovuto togliere il cerotto che mi è stato applicato al termine dell'intervento di lunedì scorso. Una mega fasciatura che copriva tutto il petto e parte della schiena. La dottoressa mi aveva suggerito di toglierla molto lentamente... Oggi pomeriggio ho capito il perché!! Sembrava che fosse stata incollata con il mastice!! L'operazione è durata mezz'ora, per la parte posteriore mi sono dovuta affidare a mia madre e affidarmi a lei significava aumentare il dolore, perché man mano che lei tirava i cerotti la percezione del dolore l'avevo io e non lei... Perciò lei ci andava giù velocemente. Avevo la pelle d'oca e le le lacrime che mi uscivano dagli occhi, una tortura insopportabile. Avete presente una ceretta al rallentatore? Immaginate una ceretta al rallentatore fatta col mastice e avrete forse la percezione del dolore acuto che ho provato questo pomeriggio. Quando ha terminato di staccare la parte posteriore, ho preferito continuare il lavoro da sola. Per fortuna sulla parte anteriore ho perso la sensibilità, questo mi ha aiutato tanto. E infatti davanti me la sono sbrigata in pochissimo tempo.
Quando ho staccato l'ultimo lembo di cerotto, l'ho scagliato via con rabbia e con senso di liberazione! Era diventato un incubo interminabile! Ad un certo punto mia madre mi aveva anche suggerito di andare al pronto soccorso, io testarda ho voluto proseguire per conto mio. La dottoressa mi aveva detto che dovevo toglierlo io e io volevo portare a termine il dolorosissimo lavoro! Alla fine ce l'ho fatta e mi sono goduta lo spettacolo del mio nuovo seno. Al momento si vede ancora poco ma posso ritenermi soddisfatta.
Ora ditemi che conoscevate un metodo per staccare la fasciatura senza sentire troppo dolore... Così soffro ancora per non essermi informata prima ^^

E' con grande gioia e immenso orgoglio che...


... ringrazio l'amica Raffaella (qui il suo blog che io adoro e leggo spesso da tempo) per aver assegnato a questo mio spazio il premio I love your blog! E' la prima volta che il mio blog riceve un riconoscimento di questo tipo e la motivazione mi rende ancor più entusiasta!

"per la forza ed il coraggio che mette quotidianamente per vivere una vita oltre il cancro. Perché irradia sete di vita e tutti dovrebbero essere contagiati dalla sua bellezza"

Avevo iniziato a scrivere su queste pagine virtuali con l'intento, già altre volte dichiarato, di sfogarmi, di dare un senso a ciò che di negativo mi era accaduto. Con il tempo mi sono resa conto, con consapevolezza sempre maggiore, quanto il mio racconto potesse essere di aiuto a chi stava affrontando percorsi simili ai miei, o comunque a chiunque stesse attraversando un momento difficile, a causa dei più svariati motivi. Le centinaia di email, messaggi, commenti... che ricevo mi spronano ad andare avanti in questa bellissima impresa. E' uno scambio reciproco e alla pari: io aiuto le persone che mi leggono, le persone che mi leggono e mi scrivono aiutano me. La mia ricchezza interiore è cresciuta a dismisura da quando ho cominciato a coltivare il mio blog. Ho avuto modo di conoscere esperienze profonde, persone incredibili sotto tutti i punti di vista. E' a tutti voi che dedico questo premio! Grazie Raffaella :-))

martedì 11 dicembre 2012

Già a casa

Un fulmine questo mio ultimo soggiorno a Milano! Arrivo domenica 9, ricovero e intervento il 10, partenza e di nuovo casa oggi, 11 dicembre. Viaggiare con i mezzi, trascinandosi dietro dei drenaggi, non è il massimo della comodità. Ma ero abituata a portarne fino a 4 (ricordo della mastectomia bilaterale), adesso me la sono cavata con soli 2, uno a destra uno a sinistra.
Il viaggio è durato più del necessario perché una volta arrivate a Roma, il nostro treno regionale si è rotto e sarebbe partito con 35 minuti di ritardo (alla fine è arrivato a Formia con un'ora di ritardo!!). Abbiamo fatto in fretta i biglietti per un intercity, siamo scese dal nostro treno e abbiamo raggiunto quello che ci avrebbe portato a casa prima. Quella poveraccia di mia madre si è dovuta trascinare due valigie perché io non riesco a portare pesi in questo momento. Meno male che c'è lei!
Stamattina, mentre eravamo in taxi direzione Stazione Centrale di Milano, ho ricevuto la chiamata dell'infermiera dell'IEO. Le ho confermato che la notte è trascorsa tranquilla, non ho dolori di alcun tipo né febbre. Ovviamente nemmeno questa volta ho avuto bisogno di antidolorifici (qui il post dove parlo della mia insensibilità al dolore). Il quantitativo di drenaggio si attesta a livelli normali. Tutto bene insomma. E ora relax nel mio letto ^^

lunedì 10 dicembre 2012

Ho fatto la ricostruzione

Milano, 22:40

Ho finalmente fatto l'operazione per sostituire gli espansori con le protesi definitive!! Decisamente l'intervento chirurgico più "semplice" che abbia subìto finora, è durato appena 2 ore! Ero abituata a ben altri standard di durate ormai... Stamattina sono arrivata all'IEO alle 7:30, ho fatto accettazione al day surgery e alle 11 ero già in sala operatoria. Dopo le 13 ero in camera, due ore dopo ero in piedi e pranzavo. Alle 18 ho lasciato l'istituto e sono tornata in albergo. Se non fosse per quella rottura di drenaggi, sarei già pronta per andare a correre al mio rientro a casa :)) Abbiamo deciso di cenare in albergo, il Quark ha un ristorantino di classe e si mangia piuttosto bene. Io e mia madre ci meritavamo una cenetta a modo. Preparate le valigie per la partenza di domani mattina (sì, domani torno a casa!), ora ci stiamo godendo il tanto agognato momento di relax. Verso le 20:00 mi ha chiamato un'infermiera dall'IEO, mi pone delle domande per sapere come sto. Domani mattina chiamerà di nuovo e poi mercoledì 19 farò la visita di controllo e mi toglieranno i drenaggi. Tra due giorni potrò levar via le bende e allora sarò in grado di capire com'è il mio seno adesso, di nuovo mutato, ancora cambiato. Ho chiesto che mi fossero impiantate protesi più grandi rispetto agli espansori che avevo, sono curiosa di sbirciare!!

P.S.: grazie a te, che stamattina mi hai fatto sorridere. Il risveglio non era stato dei migliori. Meno male che ci sei ;-)
E grazie di cuore a tutte le persone che mi sono state vicine, in qualsiasi modo abbiano potuto :)


Neve a Milano e in Lombardia


 

sabato 8 dicembre 2012

La sessualità... Quando il corpo e l'anima ti abbandonano

Da tempo immemore mi scervellavo per trovare la chiave giusta per aprire questa porta. La porta che dà sul tabù della sessualità. E' rimasto ben poco da svelare su questo tema ma mi sono accorta che sul versante "malattia/disabilità/sessualità" il velo non è ancora calato del tutto. Si fa fatica a pensare che un malato o qualcuno che ha problemi fisici di qualsiasi tipo abbia necessità di vivere anche la propria sessualità, quasi questa non fosse importante e fondamentale nella vita di ognuno di noi, in determinate circostanze.E in effetti ci sono momenti della nostra vita in cui la sessualità può non interessarci. Per i più svariati motivi. Io, personalmente, me ne sono disinteressata per più di un anno. Perché stavo male, perché il mio corpo ha subìto tanti cambiamenti radicali che ho fatto fatica ad accettare (e che ancora parzialmente faccio fatica a riconoscere) e li ha subìti in zone strategiche per una donna, perché in quel momento avevo accanto qualcuno che non mi ha più guardata come fossi una donna dal momento che il chirurgo ha messo le mani su di me. La malattia e quella persona hanno annientato la mia sicurezza di essere femminile. La sessualità era un capitolo chiuso per me. E per un lungo periodo questo non rappresentava un cruccio. Ero talmente insicura di me stessa e del mio corpo che neppure mi sfiorava l'idea, stavo così male che neppure ci pensavo.
Provate voi a fare pensieri impuri mentre, nell'ordine: avete il corpo pieno di cicatrici fresche di sfregio, la chemioterapia vi sta regalando effetti collaterali di ogni tipo, vi guardate allo specchio e ricevete come riflesso l'immagine di un mostriciattolo asessuato!! In più aggiungete che in quel momento non avete accanto una persona che pur di farvi sentire un po' meglio, vi dice enormi bugie del tipo: "Sei sempre bella per me" o che vi fa sentire desiderate... Un piccolo dramma, insomma...
E come al solito, chi non l'ha vissuto in prima persona, forse non può arrivare a capire il senso profondo di questo disagio.
E quando arrivano momenti migliori e non si ha la fortuna di avere già accanto un compagno intelligente e premuroso, il cammino non è meno arduo. Una donna che ha attraversato operazioni chirurgiche, mutamenti peggiorativi del proprio corpo, cure devastanti... fa fatica poi a fidarsi delle nuove persone che entrano nella sua vita. Occorre del tempo, il giusto feeling, la giusta intesa, una certa confidenza affinché possa tornare a lasciarsi andare liberamente. Ma posso assicurarvi che il dolore sopportato in precedenza svanirà quando troverete la persona giusta, quella che non andrà via dopo aver appreso dei vostri affanni, quella che vi guarderà come se nessuna cicatrice sia presente sul vostro corpo.

Con affetto: a tutte le donne che sanno di cosa ho parlato. A tutti gli uomini che continuano a vedere la bellezza della propria donna o che scoprono la bellezza della loro donna per la prima volta.

venerdì 7 dicembre 2012

Ricordo sfumato

Non so più niente di te.
I ricordi iniziano a sbiadire.
La rabbia sfuma.
Il dolore è domato.
La delusione è stata smaltita.
Ogni tanto ti penso,
a volte con tenerezza
altre volte con rancore.
Qualche volta ti ringrazio
qualche volta ti maledico.
Ti allontani sempre più.
Sei stato vita
prima che ti seppellissi
sotto l'oceano di lacrime
che ho versato per te.

Danni al cervello

Non voglio spaventare o mettere in allarme nessuno. Però penso che sia un bene essere informati e consapevoli di tutti i rischi che corriamo noi pazienti sottoposti a cicli chemioterapici.
Da quando mi sono sottoposta ai 6 cicli di TAC io ho problemi con la memoria a breve termine, ho difficoltà di concentrazione e di focalizzazione. Problemi non troppo seri, parliamoci chiaro. Il fatto che non ne abbia ancora discusso con i miei oncologi è la conferma della loro tenuità. Ma ormai la loro costanza non si può più ignorare e il fatto che non si siano attenuati e che non siano scomparsi, a distanza di mesi, mi costringerà a far presente il problema. Su un forum avevo letto che anche il Tamoxifene può accentuare questi fastidi.
In particolare mi preme accertare se quello che è il sintomo più frequente - ossia la perdita della memoria a breve termine -, sia dovuto ad una conseguenza psicologica (causa dello stress patito nei mesi scorsi) oppure a danni fisiologici effettivamente subìti dalle aree interessate nel cervello.
Non appena avrò modo di discuterne con gli oncologi, vi aggiornerò sulla situazione. Intanto vi posto il link dell'articolo che ha fatto luce sui miei dubbi link
Non sono preoccupata per questi sintomi. A parte un po' di sbadataggine che alcune volte mi crea imbarazzi con le altre persone, non ho grandi handicap da superare nella vita di tutti i giorni. Diciamo che sono curiosa di accertare la causa di questo cambiamento nelle mie attitudini mnemoniche.

mercoledì 5 dicembre 2012

Che mi serva di lezione

Ieri altra seduta di psicoterapia.  E anche per questa volta mi ero ripromessa che sarebbe stata l'ultima. Inutile aggiungere che la dottoressa mi ha fissato un ulteriore appuntamento e che ci rivedremo l'8 gennaio, il giorno del mio compleanno. Ogni volta che mi pone la fatidica domanda: "Quando ci rivediamo?" e poi mi comunica la data, io non riesco a dirle: "Guardi, per il momento vorrei interrompere qui, non avverto più la necessità di queste nostre cordiali chiacchierate". Una frase così breve, che puntualmente mi preparo a pronunciare... Ma che poi cade nel dimenticatoio oppure mi è impossibile far uscire dalla bocca con la voce. E prendo nota del giorno e dell'ora del prossimo appuntamento senza batter ciglio, senza eccepire la mia volontà di non proseguire.
Ieri abbiamo parlato tantissimo del Dolore e della Sofferenza vissuti al massimo stadio, quello che ti permette e ti costringe a cambiare, a mutare visione della vita e a migliorare te stesso, dell'Amore e delle esperienze amorose profonde che lasciano il vuoto una volta concluse... Ne abbiamo parlato perché io ho introdotto l'argomento, rivelando le mie recentissime letture, il "De Profundis" di Oscar Wilde in primis. Le ho esternato soprattutto il mio timore di "ricaderci", com'è successo a Wilde una volta uscito di prigione, che ha praticamente sconfessato buona parte delle riflessioni fatte teoricamente nella sua lunga lettera a Lord Alfred Douglas. Io non voglio assolutamente fare il suo errore, non voglio ripartire da capo e rivivere il dolore estremo che mi ha causato il rapporto con A., non voglio assolutamente tornare a soffrire per qualcuno che non merita o ha fatto di tutto per non meritare ciò che io donavo.
Ogni qual volta mi parrà di essere prossima alla ricaduta, io prenderò il De Profundis, lo rileggerò e lo userò come monito e severo avvertimento nei miei confronti. Perché mi rimembri ciò che sono stata e ciò che non voglio tornare ad essere. Mai più.

martedì 4 dicembre 2012

10 dicembre 2012: quarto intervento chirurgico

Oggi è arrivata la chiamata dall'IEO di Milano: il 10 dicembre prossimo intevento per sostituire gli espansori con le protesi defintive. Stavo aspettando questa telefonata, sarebbe potuta arrivare in qualsiasi momento. E mi solleva sapere che è giunta proprio oggi e che l'operazione sarà a giorni. Temevo, infatti, che potessero programmare il mio intervento a gennaio, andando così a disturbare i miei intenti di riuscire a dare almeno due esami all'università nella sessione invernale. Diritto processuale penale e diritto commerciale 2 i miei obiettivi, che stavolta intendo riuscire a mandare in porto, seriamente.
Non so quanto a lungo dovrò rimanere a Milano, mi avevano parlato di 3/4 giorni in totale: un paio di giorni all'IEO (dato che l'intervento è in day hospital) e un paio nei dintorni di Milano, in attesa di togliere il drenaggio probabilmente.
Stamattina mi hanno anche comunicato che ad operarmi non sarà il mio mitico dott. B., che è andato a lavorare altrove. Mi spiace non rivederlo, ero molto affezionata a lui. Però sono certa che il medico che ha preso il suo posto sarà altrettanto eccezionale. Sono tutti eccezionali all'Istituto Europeo di Oncologia!
E prepariamoci per l'intervento numero 4, il quarto di questi ultimi 15 mesi...

lunedì 3 dicembre 2012

Un anno fa. Oggi

Un anno fa di questi tempi:
- mi stavo riprendendo dalla laparoscopia
- da pochi giorni mi ero sottoposta al primo ciclo di chemioterapia
- stavo per rasarmi a zero i capelli
- iniziavo a non assaporare più i cibi
- cominciavo a prendere confidenza con gli effetti collaterali della chemioterapia
- mi stavo curando a Roma
- A. era ancora vicino a me, a modo suo
- ignoravo il baratro che mi si sarebbe spalancato davanti di lì a poco


Oggi, a distanza di un anno:
- ho tolto la parrucca e ho i miei capelli naturali
- mi alleno un'ora al giorno
- ho ripreso lo studio all'università
- mi sto curando a Milano, definitivamente e per la vita
- i controlli semestrali sono andati bene
- ho superato il baratro. Non saltandolo, ma attraversandolo e sconfiggendolo
- assaporo una nuova me stessa, che non cambierebbe la sua vita di adesso con quella di prima
- ci sei tu

Tutto al momento giusto

La serie dei libri giusti al momento giusto è proseguita con questo volumetto che abitava la mia libreria da alcuni anni, acquistato e mai letto. L'avevo comprato nel periodo in cui mi ero innamorata di Oscar Wilde, del suo genio e della sua personalità. Lo acquistai circa 6 anni fa, insieme ad una sua voluminosa biografia che intendo finire di leggere al più presto. Anche la biografia abita la mia libreria da anni senza che sia stata più aperta. Entrambi i libri stavano aspettando il momento esatto in cui tornare alla ribalta.Qualche giorno fa mi è capitato di nuovo tra le mani questo "Lettere di Oscar Wilde a Lord Alfred Douglas", una raccolta di lettere in cui a far da padrone è il De Profundis. Ho sentito dentro di me l'impellente necessità di leggerlo e mentre scorrevo le pagine tutto mi si è chiarito. Era proprio questo il momento in cui avrei dovuto leggerlo! Com'era capitato con "Siddharta" di Hermann Hesse (qui il post), ho avvertito la netta sensazione che non avrei potuto comprendere completamente le parole di Wilde se avessi letto il De Profundis prima della mia recente esperienza di dolore e sofferenza. Averlo letto adesso mi ha permesso di sottoscrivere ogni minima affermazione che lui fa sul Dolore e sull'Amore. Ci sono stati momenti in cui mi sono identificata con l'amante deluso e sofferente Oscar Wilde, altri momenti in cui mi sono ritrovata a vestire i panni dell'isterico Lord Alfred Douglas. Oscar Wilde ha dipinto il Dolore, la Sofferenza e l'Amore come solo colui che li ha vissuti e attraversati nella loro totalità è in grado di fare. Perché per quanto gli altri possano raccontarci, narrarci le loro esperienze... è soltanto vivendole sulla nostra pelle che possiamo comprenderne in pieno il potente significato. Wilde ha dato forma e vita al mio Dolore, gli ha attribuito uno scopo. Ha descritto il suo dolore parlando del mio dolore, perché esso è sempre uguale, non muta volto e sensazioni.