venerdì 29 marzo 2013

Blogger per Avon Running - Post n. 8

Molto spesso ci si sente scoraggiati quando si inizia a correre. E' successo anche a me. Non avevo fiato (nonostante non fossi a digiuno di sport), le gambe facevano male, non riuscivo a coprire grandi distanze e i minuti di camminata superavano di molto i minuti di corsa. Purtroppo, per varie ragioni, per diversi mesi non ho potuto allenarmi con costanza e ho subìto diversi lunghi stop. Questo non mi ha agevolato.
Nonostante tutto ciò, non ho mollato e oggi riesco ad allenarmi nella corsa un giorno sì e uno no. E finalmente sto raccogliendo i frutti delle mie fatiche sportive. Quando si comincia, ci risulta difficile riuscire a credere che saremo in grado di raggiungere determinati traguardi... E invece, pian piano, il fisico e la mente iniziano a rispondere. Da qualche giorno non sento più la fatica di una volta, i minuti di corsa hanno superato i minuti di camminata, ho molto più fiato e ho capito come sfruttare al meglio la fase del riscaldamento. Se continuo di questo passo, sarò prontissima per correre alla grande l'Avon Running!


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mercoledì 27 marzo 2013

Manca poco alla partenza!

Il 2 aprile si parte! E mentre l'1 molti saranno impegnati in gite fuori porta e scampagnate per la pasquetta, io mi preparerò la valigia ^^ Una settimana di vacanza, 7 giorni tutti per me. Milano, Mantova e Torino le tappe sicure per il momento (potrei aggiungere una quarta tappa all'ultimo minuto). Tante persone meravigliose da incontrare, tante emozioni, tantissimo divertimento, migliaia di foto da scattare... E poi la mia prima volta allo Juventus Stadium!!! Già solo per questo sarà un viaggio da ricordare finché campo :-DDD
Ho programmato per diverso tempo questa piccola vacanza tutta mia, ho studiato i dettagli... l'ho attesa come si attende un evento straordinario. Sarà la prima che faccio da sola, anche se poi lungo il cammino incontrerò tanti cari amici vecchi e nuovi.

venerdì 22 marzo 2013

Blogger per Avon Running - Post n. 7


Correre in compagnia, soprattutto per un runner alle prime armi, è fondamentale. E' stata una delle prime lezioni che ho imparato quanto mi sono avvicinata a questa disciplina. Se sei in compagnia, se corri anche solo con un altro amico, gli sforzi sembrano ridursi e la fatica morde meno le gambe. Ricordo ancora la mia prima uscita in compagnia, con Sara, una delle mie migliori amiche. E ricordo come rimasi sbalordita confrontando i dati degli allenamenti precedenti (effettuati sempre da sola) con i dati dell'allenamento svolto in coppia: non c'era paragone! Avevo corso più a lungo, avevo coperto una distanza maggiore e cosa più sorprendente.. senza neppure rendermene conto!
Io e Sara continuiamo ad allenarci insieme tutte le volte in cui è possibile, lei mi sta dando una grande mano per la preparazione all'Avon Running. Mi ha supportata sin da subito, non solo nella corsa. Chissà che nella prossima edizione della race non possa diventare anche mia compagna di gara, sarebbe meraviglioso partecipare insieme. 



giovedì 21 marzo 2013

La telefonata che non ti aspetti e che ti sconvolge

Ieri mattina la giornata è iniziata nel peggiore dei modi.
Ho ricevuto la telefonata di una signora che ha fatto chemioterapia insieme a me. Siamo rimaste in contatto e spesso ci sentiamo. Ho notato l'orario insolito della chiamata (8:30) e ho subito immaginato che dovesse esserci qualcosa che non andava. E infatti.. 6 mesi fa, durante i controlli, era tutto a posto; oggi non lo è. Purtroppo ha una lesione al fegato e dovrà ricominciare le cure.
Venire a sapere di quest'ennesimo caso di tumore che parte dal seno e poi, quando credi di averlo sconfitto, si ripresenta altrove... mi ha creato molta ansia. E l'ansia salirà sempre di più dato che a maggio avrò una marea di controlli da fare.
La chiamata di ieri mattina ha ridestato il demone che restava silente dentro di me, quello che mi ricorda sempre come tutto possa ricominciare di nuovo e peggio di prima. E una sola consapevolezza alberga in me: devo godermi la vita e spassarmela più che posso, finché posso.

lunedì 18 marzo 2013

Siamo quello che siamo stati

Mi sto allenando a non giudicare più le persone, a non etichettare e classificare comportamenti a me insoliti. Mi sto allenando a tutto questo perché ho compreso che dietro ogni nostro atteggiamento, dietro ogni nostro comportamento, nostro pensiero, nostra reazione... c'è un un vissuto che può spiegare e giustificare ogni cosa. Le esperienze del nostro passato ci hanno forgiato e plasmato, fanno parte di noi e ci guidano nella vita di tutti i giorni.
Se conosco una persona da pochissimo tempo o non la conosco affatto, evito di giudicare a priori certi suoi comportamenti o atteggiamenti. Preferisco "studiare" la persona, approfondire la sua storia, cercare le risposte nel suo passato e nelle esperienze che ha fatto. Il più delle volte conoscere questi dettagli mi spalanca le porte per decifrare quasi tutti i perché di una persona.
Provate questo tipo di approccio, per me è stata una piacevole rivelazione.

venerdì 15 marzo 2013

Blogger per Avon Running - Post n. 6

Qualche giorno fa mi sono sentita dire che “Spesso mi nascondo dietro la mia malattia”. La persona che mi detto queste parole non ha vissuto la malattia al mio fianco, mi ha conosciuta ora e sa poco altro di me. Ovviamente io non sono d'accordo, ho capito cosa voleva dirmi (e forse ha anche utilizzato termini inappropriati) e ci siamo chiariti.
Ci tengo a precisare, però, che io non mi sono mai nascosta dietro la mia malattia. Che se ora sono qui, e mi sto anche preparando per l'Avon Running, è proprio perché non ho mai avuto un atteggiamento arrendevole o sottomissivo nei confronti della malattia. Io sono uscita dalla depressione, ho reagito e ho sconfitto psicologicamente il cancro facendo leva solo su me stessa. La forza che ho ricavato da tutta questa brutta esperienza, la sto impiegando anche negli allenamenti (non facili per me) e la impiegherò per arrivare al traguardo dell'Avon Running. Chi afferma una cosa del genere non ha capito niente di me. E pazienza, io continuo a correre e ad aggredire la vita con la grinta e lo sprint che mi caratterizzano.

mercoledì 13 marzo 2013

Non mi nascondo dietro la malattia

Per la prima volta in due anni mi sono sentita dire che a volte mi nascondo dietro la mia malattia.
Ok, ad affermarlo è stata una persona che mi conosce relativamente da poco.
Ok, con la persona mi sono chiarita.
Ok, ho apprezzato la sincerità di questa persona, che mi ha spiegato il suo punto di vista.
Ok, magari mi sono posta io nel modo sbagliato.

Detto questo, io non permetto a nessuno di affermare una cosa del genere!
Perché se ora sono qui, fisicamente intendo.. Se sono tornata alla mia vita di sempre, se sono tornata a dare esami all'università, se lavoro, se faccio un'ora di sport al giorno, se viaggio, se faccio cose che amo, se sono serena, se non ho paura di niente e nemmeno della morte, se sono una persona migliore, se affronto la mia vita difficile col sorriso, se sono uscita dalla depressione contando solo su me stessa, se ho affrontato viaggi cure e visite mediche da sola, se non ho mai saltato la fila in posta quando facevo chemio e avevo diritto di farlo, se non ho mai chiesto che mi cedessero il posto in treno quando viaggiavo e non riuscivo a restare in piedi ma ci restavo comunque....

Per tutti questi se e per tanti altri... Io non mi sono mai nascosta dietro la malattia! E la cosa importante è che almeno io abbia questa certezza. Gli altri la pensino come preferiscono, il problema è loro non mio.

lunedì 11 marzo 2013

Chi avere al proprio fianco?

Il cancro è una prova da superare. Una durissima prova.
Da un paio di giorni rifletto su un particolare aspetto della questione. Poco fa ho letto il commento di una ragazza che mi ha scritto, inerente proprio ai ragionamenti che sto portando avanti. Incredibile come abbia ricevuto ora un commento proprio su ciò che da due giorni analizzo e disseziono.
Il cancro è una prova da superare per noi stessi, coinvolti direttamente, ma anche per chi ci sta a fianco, indirettamente. Durante - o al termine della prova - possiamo capire se chi abbiamo accanto sia effettivamente la persona giusta oppure no.
Io ho visto entrare tantissime persone nella mia vita da quando mi sono ammalata, e tutte sono rimaste e mi hanno sostenuta. Ne ho vista uscire una. Quando uscì dalla mia vita ero disperata. Oggi, con lucidità e maturità, affermo che sono ben contenta che si sia allontanata da me. Perché mi stava facendo più male che bene e questo perché non era in grado di affrontare la situazione. Perché non mi amava più? Per vigliaccheria? Per inadeguatezza? Non mi importa sapere il motivo, il punto era uno soltanto: questa persona non era in grado di stare al mio fianco e non poteva essermi di aiuto in nessun modo.
Da due giorni ho capito che anche un'altra persona non sarà in grado di stare al mio fianco come dovrebbe. Perché so già che non sarebbe capace di affrontare determinati eventi e di supportarmi a dovere, moralmente soprattutto. Questa persona, come la precedente, farebbe più male che bene. Ma basta esserne coscienti. E agire di conseguenza.

venerdì 8 marzo 2013

Blogger per Avon Running - Post n. 5


Oggi per me è un giorno speciale. E non perché l'8 marzo è la festa della donna. O meglio, non solo per questo. Per me è un giorno speciale perché l'8 marzo di un anno fa ho concluso il mio ciclo di sedute chemioterapiche. Da allora l'8 marzo per me ha acquistato un significato tutto particolare, profondamente personale. E allora voglio godermi questo giorno riflettendo sul fatto che ora mi sento una persona migliore, più bella, più adulta.
Voglio dedicare questo giorno anche ad una grande donna che è entrata nella mia vita dopo la malattia. La mia cara amica Giusy, che per me è una sorella. Lei correrà assieme a me per l'Avon Running. Mi sarà di grande supporto perché corre da molto più tempo di me e perché ho bisogno di qualcuno al mio fianco per riuscire a concludere degnamente la corsa. Correremo insieme, fianco a fianco (se lei non deciderà di darmi del filo da torcere lasciandomi indietro ad arrancare!!), come spero affronteremo tutto il resto della nostra vita. 

martedì 5 marzo 2013

L'8 marzo e i miei capelli

L'8 marzo per me ha acquistato un sapore speciale e personale a partire dall'anno scorso. Perché l'8 marzo 2012 mi sono sottoposta all'ultimo ciclo di chemioterapia previsto dal mio piano terapeutico. Non festeggerò venerdì prossimo, però avvertirò una bella sensazione di conquista quel giorno. Perché un anno fa, di questi tempi, stavo malissimo, ero stremata, non avevo un capello in testa. Non ero io, né dentro né fuori di me. Ad un anno di distanza, invece, i miei capelli sono cresciuti, tanto che adesso riesco persino a fare la piega e ieri, dopo quasi 2 anni, ho fatto anche il colore (ora sono castano cioccolato ^^)!!
Tornare a tingere i capelli è stata un'altra piccola tappa per ristabilire la mia vita normale. Prima di ammalarmi adoravo tingerli di rosso. Amavo i miei capelli e li curavo molto. Da un po' di tempo riflettevo su quale colore avrei voluto avere adesso. Mi piaceva il colore della parrucca, per diversi mesi ho pensato che i miei capelli naturali sarebbero dovuti diventare castano chiaro dorato. Poi ho iniziato ad innamorarmi del castano più scuro... Alla fine ho optato per il castano cioccolato. La prossima volta proverò a farli più chiari. Che bella la normalità :))

venerdì 1 marzo 2013

Blogger per Avon Running - Post n. 4


 
Da poco tempo ho inziato a lavorare. Faccio un lavoro che amo, in un settore che amo (web e social network); nel frattempo sto cercando di terminare l'università, che a causa della malattia ho dovuto abbandonare per circa un anno e mezzo.
Da quando la mia vita è tornata ad una quasi normalità, le mie giornate sono affollate di impegni e di cose da fare. E per quanto ringrazi infinitamente questa esistenza dinamica, ogni tanto ho bisogno di staccare dalla routine e dallo stress mentale. La corsa e l'attività fisica sono il mio elisir salvifico. E' vero, ho mille impegni e devo esser brava ad incastrare tutto, ma ho imparato che se ci si organizza bene e se non si perde tempo, si riesce a fare ogni cosa e bene. Ho imparato tutto questo nel periodo post malattia, in cui ho sofferto di iperattivismo, e ho dovuto trovare una soluzione per districarmi dalla marea di impegni che mi erano piovuti addosso.
Organizzo le mie giornate in modo da riuscire ad avere quasi sempre un'ora/un'ora e mezza da dedicare allo sport o alla corsa. Per me questo spazio è necessario anche perché faccio un lavoro sedentario, e a causa della mia patologia, la sedentarietà è altamente deleteria per le ossa e per l'aumento di peso. Ed è altrettanto necessario perché mi aiuta a scaricare lo stress accumulato durante lo studio e il lavoro.