giovedì 30 maggio 2013

Risonanza magnetica - Contrast enhancement: che roba è?!?

Due giorni fa ho ricevuto via email il referto della risonanza magnetica mammaria. L'ho letto e non mi sembrava che minacciasse alcunché. L'unica cosa che ha gettato un'ombra di sospetto su di me, è stato il fatto che mi consigliassero di ripetere la risonanza fra 6 mesi (e non tra un anno, come mi era sempre stato suggerito).
Sono andata a spulciare fra i termini che non capivo e sul referto si leggeva: "La RM mostra in sede periprotesica inferiore-infero esterna sinistra un'area di contrast enhancement, verosimilmente compatibile con esiti; si suggerisce rivalutazione con RM tra circa 6 mesi". Contrast enhancement? E che roba è?!? mi sono subito chiesta. Con una breve ricerca su internet ho scoperto che tecnicamente significa: "aumento della densità misurabile a livello dei tessuti/strutture dove si è distribuito il mezzo di contrasto". 
Nel mio caso dovrebbe trattarsi del normale andamento post operatorio. Tutti gli altri esami diagnostici e le visite specialistiche sono andate bene. La senologa e l'oncologa concordano nell'effettuare un'ecografia (per scrupolo) tra circa 2/3 mesi e poi di nuovo la risonanza fra 6 mesi. Insomma, devo rimanere tranquilla ma devo anche tenere sotto controllo questa situazione. 
Come mi sento? Mah.. sono vaccinata per il peggio. So di essere in buone mani, so di essere controllata e so che effettuo sempre regolarmente gli esami e le visite di prevenzione. Per il resto... oh, io vivo la mia vita e quello che sarà sarà!

mercoledì 29 maggio 2013

Quando i medici ti comunicano che è arrivato il momento di combattere

Lunedì 20 maggio è stata una giornata importante per me. Dovevo effettuare diversi esami diagnostici che mi incutevano ansia, in particolare l'ecografia all'addome. Alla fine è andato tutto per il meglio, sono uscita dall'IEO nel primo pomeriggio e mi sono seduta su una delle panchine che danno sul giardino dell'Istituto. Avevo a mia disposizione un'ora di tempo, in attesa della navetta successiva, e volevo godermi un po' di aria fresca. Avevo bisogno di respirare, di assaporare il rilassamento che consegue ad un forte stress emotivo...
E invece non è andata esattamente così. Poco dopo essermi seduta, tre persone hanno raggiunto la panchina vicina alla mia e si sono sedute. Un padre anziano e due figli. Ho capito subito che qualcosa non andava nei loro discorsi... Al padre anziano era stata appena comunicata una bruttissima notizia e per questo appariva visibilmente scosso. Indossava un paio di occhiali ma si intravedevano bene i suoi occhi, ed erano gli occhi di chi è smarrito e di chi in quel momento ha un solo pensiero nella testa: morirò. I figli hanno fatto scudo intorno a lui, cercando di infondergli coraggio; gli dicevano che lui "è forte e che adesso è il momento di combattere e di dimostrarlo", lo spronavano a fare la chemioterapia, morivano di paura anche loro ma non potevano permettersi di mostrare il proprio terrore al padre.
E per la prima volta da quando mi sono ammalata ho assistito alla riproposizione del dramma che avevo vissuto io quasi 2 anni fa... Il momento in cui ti comunicano "la brutta notizia", il trambusto e il disorientamento che ne consegue. Ascoltavo le parole dei miei vicini di panchina, sapevo cosa stava provando ognuno di loro, ho avvertito un brivido quando ho visto scendere le lacrime sul viso dell'anziano padre. Si sono inumiditi anche i miei occhi... Più volte sono stata tentata di rivolgermi a loro per dire qualche parola di conforto. Poi ho ripensato a come mi sentivo io all'inizio, a quanto ritenevo inutile e fastidioso ascoltare le storie altrui. All'inizio io scappavo a gambe levate dalle esperienze degli altri. All'inizio possono dirti quello che vuoi ma sei talmente perso nei tuoi pensieri bui che niente ti consola e ti alleggerisce l'animo. Quell'inizio va smaltito col tempo, lungo tutto un percorso doloroso...
Spero di rivedere quelle persone... con animo diverso. Spero che tutto vada per il meglio e che quell'anziano signore si decida a combattere.

lunedì 27 maggio 2013

Obbiettivi per il 2014

Guardo avanti, senza alcuna paura di farlo. Attendo le risposte della risonanza magnetica e nonostante tutto penso ai traguardi che voglio raggiungere e superare l'anno prossimo. Penso che una vita senza obbiettivi, senza sogni, senza traguardi da conquistare... non sia una vita degna di essere vissuta in pieno. Non voglio trascorrere le mie giornate a tormentarmi su cosa potrebbe o non potrebbe essere di me. Voglio trascorrere ogni singolo istante dando il massimo di me stessa e prendendo il massimo da ciò che mi capita o che vado a cercarmi.
Al momento i miei obbiettivi per il 2014 sono:

- laurearmi

- Avon Running 10 km

- Master in diritto amministrativo a Milano

- Trasferimento definitivo a Milano


Obbiettivi seri e impegnativi.. che mi appunto così, al volo...  Che spero di raggiungere tutti...

domenica 26 maggio 2013

Consigli a chi affronta il cancro indirettamente

E ti ritrovi a parlare al telefono... Con una persona che ha bisogno di sentirsi dire le parole giuste. Questa persona sta affrontando fatti e situazioni che hai dovuto affrontare anche tu. E ogni volta che senti parlare della tua situazione e di altre situazioni, davvero hai la sensazione che la storia sia sempre la medesima. Non ha importanza da quale lato della barricata stai lottando contro il cancro: sia direttamente che indirettamente, le sensazioni sono le stesse, i problemi sono gli stessi, il dolore è lo stesso, le domande sono le stesse, le paure sono le stesse.
La persona che mi ha chiamato sta affrontando il cancro indirettamente. Si sfoga con me e mi fa sapere che il marito è nervoso, non tollera nulla, è iperattivo, vuole fare tutto con l'ansia e la fretta di chi ora sa che la vita è meglio viverla intensamente finché è certo che c'è. Non mi racconta nulla di nuovo o che non sappia già. Mi sentivo anch'io così fino a qualche tempo fa (iperattivismo - perché serve aiuto). Anzi, io stavo anche peggio e proprio per questo mi decisi a rivolgermi ad una psicologa.
Ho potuto consigliare ben poche cose alla persona che si è rivolta a me. Le ho detto che i comportamenti che mi stava riferendo sono "normali", che la persona si trova nel periodo della malattia in cui facilmente si è vittime di stress post traumatico. Le ho suggerito di monitorare l'evoluzione delle condizioni psicologiche e di rivolgersi a professionisti, nel caso in cui il tutto dovesse diventare ingestibile.
Auguro loro di non ritrovarsi mai a combattere contro il mostro affrontato da me. La depressione è anche più subdola del cancro...

giovedì 23 maggio 2013

Ancora sulla questione Jolie e la mastectomia preventiva

Negli ultimi giorni ho sentito delle cose assurde sulla faccenda di Angelina Jolie. Ho sentito persone dire che l'ha fatto per pubblicità, per soldi.. Altri dicono che ha preso una decisione avventata e molto molto discutibile. Altri ancora criticano la scelta perché "in base a questo suo modo di pensare, dovrebbe finire con il togliersi tutti gli organi"...
Insomma, se la Jolie voleva far parlare della questione, indubbiamente ha centrato l'obbiettivo! Ed è questo il punto che a molti sfugge: se una star del suo calibro fa una dichiarazione del genere è perché se ne parli. Più persone ne vengono a conoscenza e meglio è. Non è che se la Jolie fa una mastectomia bilaterale preventiva tutte le altre donne devono correre a farsi operare. Ma è giusto che le altre donne sappiano che oggi esiste questa possibilità.
E una mastectomia bilaterale preventiva è una scelta personale, su cui nessuno può metter bocca. Non so se al suo posto e nelle sue condizioni io l'avrei fatta, ma non per questo la condanno o la giudico. So solo che quando la proposero a me (in un contesto ovviamente diverso dal suo), io l'accettai al volo, senza pensarci troppo su e senza pensare alle conseguenze psicologiche: lottavo da circa un anno e non vedevo la fine del tunnel, se la mastectomia poteva essere una soluzione, io l'afferravo al volo.

QUI IL POST CON TUTTE LE INFO SULLA MASTECTOMIA  



Controlli semestrali e notizie positive

La mia vita va avanti di semestre in semestre. I giorni esatti che separano i controlli da altri controlli. In attesa dei risultati della risonanza magnetica, potrò tirare il fiato fino a novembre di quest'anno.
La data cruciale per questo semestre era il 20 maggio scorso: risonanza magnetica (sono in trepidante attesa dell'esito), ecografia all'addome (l'esame che mi spaventava di più!!) e visita ginecologica con eco. Per fortuna è andato tutto bene, la senologa mi ha detto che se la risonanza sarà negativa discuterà con l'oncologa la possibilità che mi venga rimosso il port. La ginecologa mi ha cambiato la cadenza dei controlli da 6 mesi ad un anno. Il chirurgo plastico mi ha inserito nella lista d'attesa per completare la ricostruzione. Insomma, è andata di lusso pure stavolta! Risonanza permettendo, ovvio ^^
Tirando le somme di questa ennesima trasferta milanese, non posso che tracciarne un bilancio positivo. Nonostante le previsioni meteo sfavorevoli, il tempo è stato quasi sempre bello, sono riuscita a fare quasi 6 km all'Avon Running (non tutti di corsa ma... meglio di quello che mi aspettavo). Ho rivisto i miei cari amici, alcuni dei quali non incontravo da diversi mesi, sono stata in nuovi locali in cui tornerò volentieri.
Ma soprattutto... Ho viaggiato in aereo, per la prima volta in vita mia! E' stata un'esperienza bellissima, mi è piaciuta molto! Ed è stato il modo giusto per rompere il ghiaccio e per pensare a futuri voli verso altre rotte :-) Ho capito che la fase del decollo è quella che prediligo e ho testato anche la mia resistenza alle turbolenze ^^
Adesso sotto con il lavoro e lo studio! A luglio penseremo alle vacanze.






lunedì 20 maggio 2013

Blogger per Avon Running - Post n.16


Le previsioni meteo annunciavano pioggia per domenica 19 e… invece no! Un sole splendente e caldo ha accompagnato tutte noi che abbiamo partecipato ad Avon Running. La mia prima gara ufficiale, un battesimo importante e significativo, per me come per tante altre donne: l’importante era esserci.
Io e la mia compagna di corsa Giusy siamo arrivate al Villaggio in Piazza del Cannone a Milano e abbiamo respirato subito aria di gioia e di festa. Ci siamo divertite ad effettuare il ‘warm up‘ con tutte le altre donne, abbiamo apprezzato immensamente la possibilità di correre nel centro di Milano, abbiamo avvertito l’energia positiva emanata da questo evento.
Non ero allenata per correre 5 km, non ho fatto di corsa tutto il percorso, però alla fine mi sono sorpresa quando ho constatato che avevo fatto quasi 6 km senza neppure rendermene conto! E se con questa edizione ho dato il via all’ampia esperienza personale con le gare, l’obiettivo per l’anno prossimo sarà la gara competitiva di 10 km. Perché nella vita bisogna porsi sempre degli traguardi ulteriori, bisogna migliorarsi.
Ringrazio lo staff di Avon Running e Sportivamente Mag per avermi concesso la preziosa opportunità di vivere questa manifestazione in modo “privilegiato” e speciale. Ringrazio le persone che ho incontrato e conosciuto attraverso Avon Running e faccio un applauso a tutte le donne che hanno capito che sì, è questa la migliore risposta al cancro: vivere la vita al 100%!

venerdì 17 maggio 2013

Blogger per Avon Running - Post n.15


Ed eccoci qui finalmente, sta per partire il weekend che porterà all'Avon Running. Sale l'attesa, sale l'emozione.. e aumenta il numero delle donne che mi contattano per farmi sapere che saranno presenti e vorranno incontrarmi anche solo per un saluto, per la gioia di parlare vis à vis. Per dire: siamo qui e ce l'abbiamo fatta! Saremo tutte accompagnate da amiche, supporters.. e correremo insieme con lo scopo di lanciare un unico grande messaggio: ci può essere vita oltre il cancro e allora andiamo a prendercela questa vita!
Negli ultimi giorni non sono riuscita ad allenarmi come avrei voluto. Penso di iniziare a patire tutto lo stress accumulato nei mesi scorsi. Ad ogni modo, ho cercato di centellinare le forze e di conservarne un po' per domenica 19. Un po' di corsa, un po' di passeggiata e riusciremo di certo a percorrere quei 5 km che sono un inno alla forza delle donne di combattere e di andare avanti. Buona Avon Running a tutte voi!


Ci siamo quasi! 19 maggio Avon Running a Milano!


AVON RUNNING - FACEBOOK

L'informazione è la prima arma

Intervista al mitico Prof. Riccardo Masetti, primario del reparto di senologia al Policlinico Gemelli di Roma




mercoledì 15 maggio 2013

Primi controlli andati... ora il resto

Il 26 aprile scorso l'ecografia mammaria è andata bene. Ieri sono passata a ritirare le analisi del sangue e anche quelle sembrano nella norma. Ad un primo mio sguardo inesperto, non mi è parso di leggere nulla di allarmante. Insomma, posso dire con una certa serenità di aver passato indenne i primi esami diagnostici. Certo, non i più importanti e significativi nel mio caso, ma è già qualcosa... Si partirà con il cuore più leggero e questo non è un elemento da disdegnare.
E' vero che sarò a Milano per i controlli semestrali ma è anche vero che non resterò in città solo per farmi passare ai raggi ics dai medici ^^ Incontrerò tanti amici (alcuni non li vedo da un po'), correrò l'Avon Running con G. e poi chissà quali altre belle sorprese potrebbero capitarmi. Di sicuro non avrò un attimo per annoiarmi ^^
E poi avrò fretta di tornare... Perché se i controlli andranno bene come spero, c'è un esame universitario da preparare per fine giugno e una tesi di laurea da chiedere... Andiamo!

martedì 14 maggio 2013

Mutazione genetica e mastectomia preventiva

Oggi se ne parla molto perché Angelina Jolie ha dichiarato di essersi sottoposta a mastectomia bilaterale preventiva a causa di una mutazione gentica (QUI LA NOTIZIA).
Ovviamente mi sono sentita particolarmente chiamata in causa, avendo seguito la sua stessa strada. Vi linko i post in cui ho parlato della mutazione gentica e dela mastectomia preventiva. L'informazione è la prima arma, una delle più efficaci.

POST SULLA MUTAZIONE GENTICA

COSA COMPORTA LA MUTAZIONE DEL GENE BRCA2



UPDATE:
Altri link per informarvi su questo argomento:

ARTICOLO DE "LA STAMPA" - LE JOLIE D'ITALIA

ANSA - INTERVISTA AL PROF. MASETTI SU MASTECTOMIA PREVENTIVA

ADNKRONOS - IL PARERE DI UMBERTO VERONESI

DAGOSPIA - AVEVA RAGIONE LA JOLIE? ANCHE SUA ZIA MORTA DI CANCRO

lunedì 13 maggio 2013

Dal parrucchiere... dopo quasi 2 anni

Ho smesso di andare dal parrucchiere nel periodo in cui ero in ballo per la chemio. Stavo aspettando gli esiti dell'esame istologico e per scaramanzia non mi sono fatta più toccare i capelli. La scaramanzia è servita a poco perché poi mi sono dovuta sottoporre a chemioterapia... con tutte le conseguenze che conoscete bene. E così, l'ultima volta che ho avuto a che fare con un parrucchiere, è stata quando mi son dovuta far rasare i capelli a zero o quando ho dovuto far sistemare la parrucca.
Al termine della chemioterapia ho lasciato che i capelli crescessero come meglio volevano. E così, dal marzo 2012 fino a pochi giorni fa, ho atteso pazientemente che raggiungessero una lunghezza decente per farmi fare un taglio accettabile. Mercoledì scorso ho deciso che non si poteva più attendere: dovevo tornare dal parrucchiere!
E' stato emozionante perché nel negozio del mio parrucchiere di fiducia c'è un clima familiare. Nessuno sapeva cosa mi era accaduto (anzi, secondo me si sospettava di tradimento ^^) e quando il mio parrucchiere mi fa: "Ma chi ti ha tagliato i capelli l'ultima volta??".. A quel punto ho dovuto sintetizzare quello che mi era accaduto... e tranquillizzarlo, così, che no, non ero stata in altri negozi nel frattempo :-)
Gli ho chiesto di tagliarli prima di tutto per far sì che si rinforzassero un po' (sono piuttosto fini, anche se non fragili) e poi perché non li sopportavo più così selvaggi e autonomisti!
E oggi, dopo qualche tempo, posso aggiungere la quarta foto a questo POST



venerdì 10 maggio 2013

Blogger per Avon Running - Post n.14

Il conto alla rovescia per l'Avon Running si assottiglia sempre di più, ormai mancano solo 9 giorni al grande evento. Mancando così poco tempo, mi sembra giusto iniziare a tracciare un bilancio degli allenamenti effettuati finora, tanto per capire come sono messa nella preparazione. Aspetti positivi: sono riuscita ad essere costante e ad allenarmi un giorno sì e uno no, riuscirò senz'altro a corpire i 5 km della corsa (in questo supportata dalla mia amica Giusy, che correrà insieme a me), le gambe non fanno più grande fatica. Aspetti negativi: devo ancora imparare a gestire le mie forze, imparare quando risparmiarle e quando poi sfruttarle in pieno. So di essere alle prime armi e ho ancora moltissime cose da apprendere.
Questa settimana, poi, grande avvenimento per me e la mia compagna di allenamenti Sara: per la prima volta abbiamo provato l'ebbrezza di correre sotto la pioggia!! Nella storia sportiva di un runner un'esperienza da provare prima o poi..


martedì 7 maggio 2013

Il mio timore più remoto

Mancano circa due settimane ai controlli semestrali che effettuerò a Milano. Dico a me stessa e agli altri che sono tranquilla, o che almeno provo ad essere tranquilla. Dentro di me però so bene che non è così.. Il pensiero è costante, torna a battere di continuo lì dove duole. Per quanto mi sforzi di restare serena e di concentrarmi su altro, mi sto rendendo conto di quanto quest'avvenimento mi stia influenzando. E me ne rendo conto perché non riesco a mascherare la preoccupazione e so già che quando non riesco significa che sto toccando il livello di guardia. 
Quello che mi desta più ansia non è il pensiero di ammalarmi di nuovo, una volta che ti becchi il cancro ti consideri malato cronico. La mia preoccupazione maggiore riguarda tutto l'aspetto degli accertamenti, delle cure, dei viaggi, della spesa economica da sostenere, dello stress e della paura che questo causerebbe a me e ai miei genitori... Qualcosa di cui ho già avuto esperienza e che non vorrei più ripetere. 
A tutto questo si aggiunge che da una settimana circa mi sento strana... in un modo che nemmeno io saprei descrivere a parole...

venerdì 3 maggio 2013

Blogger per Avon Running - Post n.13


Ognuna di noi ha una vita oltre la corsa e gli allenamenti. Io ho una vita piuttosto intensa. Ritmi serrati, tante cose da fare, da incastrare, da coordinare. Lavoro, studio, impegni vari, amici, viaggi... Ciò che mi ha sorpreso piacevolmente, però, è stato realizzare che la maggior parte delle attività che svolgo, vengono organizzate da me tenendo conto dello spazio minimo che devo ritagliarmi per gli allenamenti. Ammetto di ritenermi una privilegiata e una persona molto fortunata se sono in grado di poter far questo. Voglio dire, non tutti possono permettersi di organizzare le proprie giornate come meglio credono. Poterle organizzare in funzione della corsa poi... è il massimo per me!
In questo mi aiutano gli orari flessibili del lavoro e la gestione tutto sommato libera che ho di essi. Per il resto, ho imparato che l'organizzazione e la programmazione ottimale delle giornate permette di massimizzare il tempo a nostra disposizione, permettendoci di fare (e fare bene) tutto ciò che desideriamo o che dobbiamo svolgere. Anche grazie a questo metodo efficace mi sono potuta concedere la libertà di preparare l'Avon Running, nonostante mille altri impegni.



giovedì 2 maggio 2013

E' tutta questione di imboccare la strada giusta

Ho imparato che la maggior parte delle volte la vita ci dirige dove vuole lei. Quando accade qualcosa di inatteso, di inizialmente inspiegabile... basta solo attendere qualche tempo e tutto ci sarà più chiaro. Nulla succede per caso, come il titolo di uno dei miei libri-guida. Tutto è collegato e perfettamente in armonia. Io ne sono sempre più convinta.
Ho potuto testare diverse volte, su me stessa e su altre persone, come questo concetto sia valido e applicabile alla vita di tutti noi. Ho potuto testarlo anche negli ultimi tempi. Da anni io seguivo quella che credevo essere la mia strada: studi in giurisprudenza, futuro avvocato. Poi lo stop. La malattia, la lunga pausa di 2 anni, lo choc di non riconoscersi più in ciò che si rincorreva prima. La crisi esistenziale che ne è conseguita. Lo scoglio insuperabile che si era parato di fronte a me: abbandonando l'idea di diventare avvocato, che altro avrei potuto fare ormai? E poi, forse, la risposta... Un'altra possibilità, o meglio, un'altra strada da seguire (quella giusta?). L'offerta di un lavoro, che amo. La malattia è dunque servita per farmi imboccare la direzione che era stata preparata per me? Abbraccio questa prospettiva e provo eccitazione, perché finalmente mi sento appagata, a mio agio nel ruolo che ricopro, soddisfatta di cio che faccio.
Se non mi fossi ammalata, non ne sarebbe seguita tutta la concatenazione di eventi che mi ha condotto dove sono arrivata adesso. La malattia è stata punto di rottura e giro di boa, punto di svolta e splendida occasione. No, non ho sbagliato aggettivo. Adesso, a posteriori, posso affermare con una certa serenità che ho avuto proprio una splendida occasione. Per riuscire ad ottenerla, certo, sono dovuta morire e rinascere, con dolore. Ma come ho avuto modo di scrivere altre volte, non cambierei la mia vita di ora con quella di prima per nessuna ragione al mondo. Le mie conquiste me le tengo ben strette.

mercoledì 1 maggio 2013

Temporeggiamo

Mi mancano 3 esami per concludere i miei studi in giurisprudenza. Mi ero ripromessa di chiedere la tesi dopo la sessione invernale, qualora i due esami che mi ero imposta di fare fossero andati a buon fine. Ma poi non l'ho fatto.. Ho superato gli esami, anche con ottimi voti, però poi ho deciso di non chiedere ancora la tesi. All'inizio ho temporeggiato, mi sono lasciata assorbire dal lavoro e ho preferito rivolgere i miei pensieri verso qualcosa di più leggero durante i momenti liberi. In seguito ho realizzato davvero perché non mi fossi ancora decisa a chiedere la tesi: voglio attendere l'esito di tutti i controlli semestrali che farò a maggio. Se mi diranno che è tutto a posto, andrò di corsa dalla prof. di diritto amministrativo e tenterò di farmi assegnare la tesi.
Non si tratta di scaramanzia. Non si tratta nemmeno di paura. E' semplice questione di pratica e di logica. Quelli di maggio saranno i primi controlli lontani dalle terapie, potrebbero regalarmi anche brutte sorprese. Mi parrebbe più corretto rivolgermi alla prof. solo a eventuale pericolo scongiurato. Andare dalle lei ora e poi magari dover subìre l'ennesimo stop... non lo troverei corretto, né per lei né per me. Non potrei impegnarmi seriamente e a fondo con la mente non completamente serena.
E poi sì, magari c'è anche un po' di timore da parte mia, il timore di veder ripetersi una storia che ho già avuto modo di conoscere.