lunedì 26 agosto 2013

Ad ognuno le sue priorità

Ieri ho passato il pomeriggio al pronto soccorso. Da alcuni giorni avevo una fastidiosa tachicardia, accompagnata da affaticamento muscolare e respiratorio. Prima di contattare la mia oncologa a Milano, ho fatto alcuni accertamenti. Elettrocardiogramma e analisi del sangue tutto ok. L'oncologa mi ha quindi consigliato di effettuare un ecocardiogramma (avendo fatto 6 cicli di chemio rossa meglio controllare che il cuore non abbia subìto danni). Se anche questo avrà esito negativo, potrebbe essere dovuto a stress (tanto negli ultimi tempi), al caldo e all'afa... Al momento non ci sono controindicazioni per il Tamoxifene. Per la stanchezza prenderò il magnesio. Ad un certo punto ho anche ipotizzato che si potesse trattare di un effetto psicologico (le ultime notizie tristi non hanno agevolato di certo la mia serenità). Insomma, questa tachicardia potrebbe essere il risulato di un mix di cause: stress, afa, ansia...

Mentre ero al pronto soccorso ieri e attendevo l'esito delle analisi, ho scambiato quattro chiacchiere con una signora che aspettava pure lei. Era lì perché durante il maltempo scatenatosi al mattino, aveva avuto un attacco di panico scambiato per infarto. Aveva visto la tromba d'aria che le danneggiava la casa. E' rimasta colpita più dal fatto che il maltempo le avesse danneggiato la casa piuttosto che dal fatto che la sua salute fosse stata messa in pericolo. Quando è arrivato il figlio non ha chiesto altro che della casa, come se quella cosa materiale fosse l'unica che importasse.
E se da un lato posso capirla (chissà quanti sacrifici avrà fatto per quella casa) dall'altro lato mi rendo conto di quanto le persone ignorino quale sia effettivamente il bene più prezioso e prioritario in assoluto: la nostra salute.
A me non importa più molto delle cose materiali. Ho capito che alla fine non servono proprio a nulla se non si ha la salute...

venerdì 23 agosto 2013

In ricordo di un amico

Ti sei ammalato un mese prima di me, quando ancora ero mille miglia lontana da tutta la sofferenza che mi sarebbe piovuta addosso poi. Abbiamo affrontato le cure insieme, abbiamo dovuto dar da conto a chi ci stava accanto, tu padre e marito io figlia. Una delle ultime volte che t'ho incontrato ti eri ripreso bene, mi hai detto di non abbattermi mai e di lottare sempre.
Due mesi fa ti sei riammalato, questa volta irreversibilmente. E oggi piangiamo la tua assenza. La piange la tua famiglia. La piango io, che in questo momento della mia vita non sopporto le sconfitte altrui. La piango perché la tua partenza mi ricorda che nemmeno per me è mai finita. La temo perché il male è subdolo e ti coglie quando sei più impreparato e hai tantissimi progetti di vita in corso.
Piango perché per la prima volta realizzo il male che farei alla mia famiglia se io non ci fossi più.
Arrivederci caro Amico...

lunedì 5 agosto 2013

Coincidenze?

Succede che un anno e mezzo prima, mentre fai una seduta di chemio, conosci una signora che abita nella tua stessa città. Una signora che combatte da 7 anni, una vera lottatrice. Succede che questa signora ti inviti a casa sua, non molto distante da dove abiti tu.
E poi succede che....
Trascorre un anno e mezzo, non ci si vede più da quel giorno. Lei continua le sue cure a Roma, io a Milano. Il tempo cancella quella conversazione e quell'invito.
Tre settimane fa ho chiesto aiuto ad un amico, mi serviva un alloggio a Ponza. E' stato tanto carino e gentile da indicarmi il modo per contattare una signora che affittava una casa. Ho chiamato la signora, ci siamo messe d'accordo, mi comunica che al mio arrivo troverò sua madre, che abita al piano superiore.
Quando arrivo a Ponza con un'amica e raggiungiamo la casa... l'anziana signora ci accoglie. Sa che siamo di Formia, ci spiega dove abita, non molto lontano da dove abito io. Provo una strana sensazione in sua presenza, sono certa di averla già vista... Il giorno seguente, chiacchierando, ci racconta della sua malattia... e lì collego tutto quanto! Ricordavo di aver già vissuto questa situazione: il suo volto, la zona in cui abitava, la malattia... Le ho fatto alcune domande... lei mi ha risposto che sì, mi aveva riconosciuta. Probabilmente si ricordava di me perché in reparto ero tra le più giovani a fare chemioterapia...
Insomma, ad un anno e mezzo di distanza quell'invito che era stato dimenticato.. è stato onorato, anche se in modo indiretto. Chiamatele coincidenze, chiamatele come meglio credete ma a me ha regalato un sorriso e mi ha fatto pensare - per l'ennesima volta in questi miei ultimi mesi - che la vita ti sorprende sempre, quando meno te lo aspetti, quando proprio non te lo aspetti...


FOTO DI PONZA E PALMAROLA